01 giugno 2017 | 11:24

Servono interventi urgenti per l’editoria, dice il presidente della Fieg intervistato dal ‘Sole 24 Ore’. Costa: il web cannibalizza i contenuti dei giornali, ma il fisco non tiene conto dei fatturati che producono giganti come Google e Facebook

“Non condivido chi vede solo nero nel futuro dei giornali e del giornalismo”, ma “servono interventi urgenti per l’editoria”. Così il presidente della Fieg, Maurizio Costa in un’intervista al ‘Sole 24 ore‘.

Maurizio Costa

Maurizio Costa

Riforma dell’editoria. “Nessuno nega le difficoltà”, precisa Costa, ricordando che “il settore ha perso il 50% dei ricavi negli ultimi 10 anni”. E “bene sicuramente le misure previste in manovra”. “Non basterà a risolvere la crisi del settore, però è un passo avanti”. “Auspichiamo che si vada diritti verso l’approvazione definitiva”. Ciò non toglie che il settore abbia “bisogno di iniziative di sistema”.

La natura della crisi. “Non bisogna dimenticare”, ribadisce Costa, “che stiamo parlando di una crisi lunghissima, che non solo non rallenta, ma tende ad accentuarsi”. “È paradossale – aggiunge – una grande innovazione tecnologica, la stampa, ha portato alla nascita dei giornali. Ora un’altra grande innovazione tecnologica, il digitale, ne sta mettendo seriamente a rischio i paradigmi”.

Il web che cannibalizza i contenuti. I colossi del web, ammonisce, sono protagonisti di “condotte che attaccano il sistema alle fondamenta, sui due pilastri: contenuti e pubblicità. È evidente la costante cannibalizzazione dei contenuti prodotti dalle aziende editoriali, con tutte le problematiche che conosciamo sul fronte del diritto d’autore”.

Protezione dati. Un altro problema è quello dei dati con la proposta di Regolamento Ue sull’e-Privacy: “favorirebbe i giganti del web dando loro un vantaggio sul consenso al trattamento dei dati, proprio quei dati che permettono pubblicità targhettizzate”. È un “circolo vizioso”, come “editori europei abbiamo denunciato i rischi”.

Il libro bianco sul digitale. In merito, ha annunciato Costa, “si sta preparando un libro bianco sul digitale e la pubblicità” che “sarà presentato a fine giugno”.

Social e informazione. “Non direi che i social si possano definire come strumenti di informazione”, ha detto Costa. “Sbagliato criminalizzarli”, ma “gli editori sono e devono essere sempre di più i protagonisti della società dell’informazione”.

Google, Facebook e fisco. Costa ha parlato di un “presupposto essenziale. Queste società hanno un fatturato solo stimabile, in quanto non forniscono i dati, che è più del doppio rispetto alla raccolta pubblicitaria sulla stampa nel nostro Paese. E la tassazione in Italia non tiene conto di questi valori”. La Web Tax dunque è “una problematica da sviluppare con grande determinazione”.