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01 giugno 2017 | 12:37

Cosa succede dopo le dimissioni di Campo Dall’Orto?

Mancava Antonio Campo Dall’Orto ieri alle presentazione dei  nuovi episodi di ‘Non uccidere’, coproduzione Rai Fiction-FreeMantleMedia Italia in partnership con Centro Rai di Torino Rai che inaugurano un nuovo approccio molto innovativo di presentarsi sul mercato che consiste nel dare in anteprima assoluta su Raiplay‎  tutta la nuova serie della fiction che poi dal 12 giugno andrà in onda  su Raidue. E’ un modo per sperimentare Raiplay come player nell’offerta streaming e prepararla ad fare la sua parte nel grande gioco che si sta aprendo con le new entry come quella di TIMvision ricca di tante offerte di prodotti di intrattenimento su cui sta lavorando Flavio Cattaneo, e prima di tutto con la corazzata Netflix.

“Il prodotto che funziona meglio su RaiPlay è la fiction”, dice Maria Pia Ammirati, vice direttore della piattaforma digitale, che ha presentato la novità insieme a Tinni Andreatta, direttore di Rai Fiction, il direttore di Raidue Ilaria Dallatana, il produttore Lorenzo Mieli, l’attrice protagonista Mirian Leone, sceneggiatori e cast, e che ce e’ convinta che non ci sara’ cannibalizzazione tra il lineare e internet e che adesso potra’ verificare dal vero se questa assunzione e’ giusta.

La vita in azienda va dunque avanti mentre è attesa stamattina in cda la formalizzazione delle dimissioni di Campo Dall’Orto ‎dalla direzione generale, dopo averle comunicate al ministro dell’economia Padoan editore della Rai. Il cda è in corso con all’ordine del giorno le comunicazioni della presidente Monica Maggioni e del direttore generale ed eventuali deliberazioni. Si proseguirà anche nella discussione suoi compensi agli artisti – ma sembra molto probabile che le decisioni slittino oltre il termine previsto del 2 giugno – e sui contratti.

Antonio Campo Dall’Orto (foto Olycom)

Visti anche i temi che hanno aperto la seduta, sembra dunque scontato che Campo Dall’Orto confermi la il suo addio alla Rai (ieri lo si è visto girare per il Palazzo salutando i direttori) ma in un clima civile stemperando le tensioni che si sono accumulate in questi mesi. Si è lavorato infatti perché si arrivi ad una risoluzione consensuale del contratto. Non è escluso che si chieda a Campo Dall’Orto di restare in carica per l’ordinaria amministrazione fino alla nomina del successore che potrebbe avvenire già mercoledì o giovedì della prossima settimana.

Se, come previsto, stamattina si chiuderà l’era di Campo Dall’Orto alla Rai si potranno aprire le azioni per andare alla nomina del suo successore che secondo le regole verrà nominato dal Cda d’intesa con l’assemblea dei soci. La procedura è la seguente. Il Cda formula un nome o una rosa di nomi e dà mandato al presidente di promuovere l’intesa e di provvedere alla convocazione dell’assemblea dei soci. Per velocizzare i tempi, si chiederà un’assemblea totalitaria che può essere convocata anche in poche ore. A quel punto il presidente delibera l’intesa e comunica al cda che provvede alla nomina del nuovo direttore generale.

Siccome c’è voglia di sanare al più presto il ‘vulnus’ e già all’inizio della prossima settimana ci potrà essere la convocazione non c’e’ molto tempo per i playmaker, il sottosegretario alle Comunicazioni Antonello Giacomelli, sul proscenio, e Matteo Renzi, dietro le quinte, per individuare l’uomo giusto a cui affidare Viale Mazzini‎. La scelta si sta rivelando molto più complicata di quanto si immaginassero, convinti di avere in Giancarlo Leone il candidato pronto da servire. Leone invece ha detto subito “no grazie” e così si è aperta ‎una ricerca che sembra sempre più confusa e difficile. Da una parte due manager che sarebbero perfettamente adatti a prendere il testimone, l’ex direttore generale Claudio Cappon e l’ex direttore della Tg3 e poi membro del cda Nino Rizzo Nervo (oggi parte dei consiglieri di Gentiloni a Palazzo Chigi, proprio per il tema dei media e consulente di Luigi Gubitosi per il piano di riorganizzazione dell’informazione) non trovano il consenso dei due politici del Pd. Dall’altra candidature di tre manager Rai come Adriano Cona, un grande conoscitore delle burocrazie aziendali, Paolo Del Brocco, ad di Rai Cinema che sembra saggiamente poco interessato a lasciare il suo protettorato ricco di budget e di soddisfazioni, e l’avvocato Nicola Claudio, attuale segretario del Consiglio di Amministrazione che avrebbe già declinato. Sempre in evidenza Monica Maggioni, la presidente che si e’ rivelata la più pericolosa nemica di Campo Dall’Orto, preoccupata che la Rai non affondi trascinando nel gorgo lei e i suoi compagni di cda, che hanno messo in scena qualcosa  che non si era mai visto nella storia del servizio pubblico.

Adesso c’è chi prefigura che una via di uscita potrebbe essere ritornare al vecchio modello del dg Rai di origine giornalistica come era stato con il mitico Bernabei, e poi con Pasquarelli e ancora con Biagio Agnes. Tre abilissimi a reggere il dialogo tra la politica è l’azienda  sempre  centrale per le loro scelte. Oggi la situazione e’ completamente diversa, ma c’e’ chi vede in due personaggi di grande capacita’ a navigare nel mare procelloso della Rai e della politica, le caratteristiche per sbrogliare la intricata matassa che lascia Campo Dall’Orto. Si fa infatti un gran parlare di Mario Orfeo il direttore del Tg1 che però si teme di togliere dalla corazzata informativa che sotto la sue mani va da Dio e forse anche per questo ieri il nome che giurava più oirte era quello di Antonio Di bella, attuale direttore di Rainews che ha peraltro una formazione editoriale molto ricca avendo fatto nella sua carriera anche il direttore di Raitre. E’ noto poi il suoi grande fairplay con la politica e a riprova si cita la sua ultima audizione in Commissione di vigilanza in cui tutti dagli scatenati 5 Stelle ai non meno teneri commissari di Forza Italia o del Pd erano incredibilmente zucchero e miele. Nonostante le torride temperature del periodo.