L’uscita di Campo Dall’Orto non può aprire una fase di incertezza per la Rai, scrivono Fnsi e Usigrai. Serve un nuovo vertice autorevole e competente o l’azienda finirà come Alitalia

“L’ultimo atto della crisi della governance della Rai, consumatosi con la definitiva uscita di scena del direttore generale Antonio Campo Dall’Orto, non può aprire una fase di incertezza per l’azienda e per il servizio pubblico radiotelevisivo”. Inizia così la nota con cui segretario generale e presidente della Fnsi, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, e il segretario dell’Usigrai, Vittorio Di Trapani, commentano la situazione dei vertici Rai.

Da sinistra: Raffaele Lorusso, Vittorio Di Trapani e Giuseppe Giulietti

“È necessaria una forte discontinuità: sarebbe opportuno che chi, negli ultimi due anni, ha cogestito l’azienda insieme con il direttore generale, ossia presidente e cda, ne seguisse l’esempio”, scrivono i vertici delle sigle sindacali. “Con il Paese di fatto già in campagna elettorale, serve un nuovo vertice autorevole e competente in grado di assicurare la necessaria autonomia al servizio pubblico, non certo soluzioni di ripiego o comunque di seconda o terza fila”.

“Scelte di altro profilo”, concludono, “non farebbero che accelerare una deriva che aprirebbe scenari simili, se non più drammatici, a quelli di Alitalia”.

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