01 giugno 2017 | 18:00

Mediaset chiede una riforma del bando di gara per i diritti tv della Serie A e presenta ricorso all’Antitrust

Mediaset chiede una riforma del bando sui diritti televisivi 2018-2020 per la serie A pubblicato dalla Lega e ha presentato un esposto all’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Lo rende noto il Biscione in un comunicato, nel quale si giudica il bando “fortemente squilibrato” con gli effetti di “violare il Decreto Melandri (‘no single buyer rule’) e penalizzando “i diritti di gran parte dei tifosi italiani, costretti ad aderire obbligatoriamente a una e una sola offerta commerciale”.

Secondo Mediaset “il bando è platealmente squilibrato in quanto il ‘pacchetto D’ concentra in un’unica offerta ‘per prodotto’ 324 eventi (il 30% in più rispetto agli altri pacchetti) relativi a ben 12 squadre e contenente 132 partite in esclusiva assoluta”. Il Biscione ricorda che “le gare oggetto del pacchetto D riguardano squadre di grande richiamo (tra cui Roma, Lazio, Fiorentina, Genoa, Bologna) i cui tifosi dovranno obbligatoriamente acquistare l’unica offerta commerciale esistente, anche se questo dovesse comportare un nuovo abbonamento da aggiungere a quello preferito negli anni precedenti o, fatto ancor più censurabile, la migrazione forzata da un abbonamento all’altro.

(foto Olycom)

Che il pacchetto D – aggiunge Mediaset – sia effettivamente il prodotto in grado di abbattere ogni reale concorrenza è dimostrato dalla base d’asta assegnata dallo stesso venditore: 400 milioni di euro, esattamente il doppio del valore assegnato ai pacchetti organizzati ‘per piattaforma’ (pacchetti A, B, C1+C2). Pacchetti che, dal punto di vista concorrenziale, risultano carenti e incompleti, a bassissima appetibilità per il pubblico”.

Secondo il Biscione “l’impoverimento dei pacchetti per piattaforma – rispetto alle aste precedenti – non consente quindi a chi dovesse aggiudicarseli di proporre ai tifosi offerte commerciali idonee ad affrontare realmente il contesto concorrenziale. Qualora due piattaforme su tre fossero aggiudicate a un unico operatore, si verrebbe a creare un sostanziale assetto di ‘single buyer’ con conseguente formazione di una posizione di monopolio a danno della concorrenza e della libertà di scelta degli utenti”. “Per ottenere una nuova formulazione più equilibrata del bando, Mediaset si è rivolta all’Autorità Antitrust ai sensi dell’art. 14 bis della legge 287/90 nonché all’AGCom nei limiti delle competenze di quest’ultima fissate dalla legge Melandri e una lettera dal medesimo contenuto è stata inviata a Lega Calcio”, conclude Mediaset.

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