L’Italia ha festeggiato il tax freedom day. Dopo cinque mesi spesi a lavorare per il fisco anche i freelance hanno cominciato a guadagnare (TABELLA)

Da oggi i freelance cominciano a lavorare per guadagnare. Se è vero, infatti, come ha reso noto l’ufficio studi della Cgia, che il 2 giugno è stato l’ultimo giorno dell’anno che si è lavorato per il fisco, il giorno successivo è quello della cosiddetta “liberazione fiscale”. Al netto del ponte del 2 giugno, dunque, si può dire che questa è la prima settimana dell’anno che gli italiani, freelance compresi, cominciano a lavorare per se stessi e non più per l’erario.

A determinare la data del 3 giugno è il fatto che la pressione fiscale in Italia ha raggiunto il 41,9% e ciò significa che i giorni di lavoro per il fisco sono 153, in lieve calo dal 2014.

Lavorare 5 mesi su 12 per lo Stato, ricorda la Cgia, dà l’idea di quanto eccessivo sia il carico fiscale in Italia. Senza contare che, al netto del peso dell’economia sommersa, il carico reale sui contribuenti è stimato sfiorare il 50 per cento. “Un carico che non ha eguali in Europa”.

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