Editoria, New media

07 giugno 2017 | 13:03

I media hanno risposto alla globalizzazione chiudendosi nel mercato locale. Ma non credono che l’Unione europea possa aiutarli ad uscire dalla crisi. Lo studio della Fondazione Euractiv (INFOGRAFICA)

I media hanno risposto alla globalizzazione chiudendosi nel mercato locale. Lo sostiene una ricerca della Fondazione Euractiv insieme all’Università Libre de Bruxelles che sarà presentata domani in occasione di un workshop della Fieg.

Secondo la ricerca dalla cooperazione possono nascere nuove prospettive di crescita. Alcuni editori, sostiene, hanno risposto al cambiamento soprattutto con un modello di business legato alla pubblicità, con l’organizzazione di eventi e partnership inedite.

Incertezze evidenti esistono su un eventuale coinvolgimento dell’Unione Europea quale attore per sostenere il cammino dei media e portarli fuori dalla crisi. Sempre secondo lo studio, i media tradizionali devono cambiare radicalmente in modo da competere con le piattaforme social.

Nella slide la suddivisione in percentuale dei contenuti pubblicati: 30% internazionali, 50% domestici e 20% europei.

Il programma prevede una keynote di Christophe Leclercq, direttore EurActiv.com, e gli interventi di: Sergio Boccadutri, responsabile area innovazione PD, Fabrizio Carotti, direttore generale Fieg, Giampiero Gramaglia, Iai, Giacomo Mazzone, Eurovisioni, Franco Siddi, Osservatorio TuttiMedia.

Il focus è su fake news e populismo, business model, digital single market. Le soluzioni proposte comprendono strategie per i media che affrontano la concorrenza di Google, Apple, Facebook, Amazon, cooperazione transfrontaliera, e uno scambio di professionisti fra media di diverse regioni europee.