08 giugno 2017 | 17:31

La scelta del nuovo dg Rai è legata all’accordo sulla legge elettorale. Un articolo del ‘Giornale’ spiega perché. Se il Cda assume le deleghe, Maggioni al comando

La scelta del nuovo direttore generale della Rai “è legata” all’accordo sulla legge elettorale. A scriverlo è ‘Il Giornale’ con un articolo ripreso anche online. Il motivo? “Perché si tratta di capire chi sta con chi, quali sono le alleanze trasversali in Parlamento, e quindi chi può avere potere di parola e di veto sulla nomina del direttore generale di Viale Mazzini”.

In particolare, secondo il ‘Giornale’, Mario Orfeo, direttore del Tg1 e “molto sponsorizzato dal Pd renziano (in particolare dalla Boschi)”, è “salito nelle quotazioni”. Orfeo è “gradito” anche a Forza Italia ma “osteggiato dai Cinque Stelle” che sono “ancora uno dei contraenti del patto sul Tedeschellum”. Ecco spiegato “perché si prende ancora tempo dopo l’addio di Campo Dall’Orto”.

Monica Maggioni (Foto: Olycom)

Oltre ad Orfeo, conclude il ‘Giornale’, “ci sono i tre interni già in corsa: Paolo Del Brocco, Nicola Claudio e Luciano Flussi”. Sembra invece “esclusa” la candidatura di Giovanni Minoli, “nonostante l’endorsement pubblico del renziano Anzaldi”, mentre “è ritenuta una provocazione quella del consigliere Carlo Freccero, che porterà in consiglio la proposta di Alessandro Baricco (già simpatizzante renziano) come dg Rai”.

In attesa del Cda di domani, l’ipotesi più concreta è che ”non ci sia un nome e che l’interim della direzione generale vada al consiglio di amministrazione stesso, magari con deleghe diverse ai consiglieri o a un gruppo ristretto di loro”. In questo caso si profila “un ruolo primario per la presidente Monica Maggioni, molto attiva per prendere in mano il piano news”.

In caso di nomina di Orfeo, in pole per rimpiazzarlo al Tg1 “c’è Andrea Montanari, direttore del Giornale Radio Rai, che verrebbe a sua volta sostituito con Gennaro Sangiuliano vicedirettore del Tg1″.