08 giugno 2017 | 16:23

Un Erasmus per giovani giornalisti

Marco Mele – A lanciare il progetto è la Fondazione Euractiv, con l’hashtag #Media4EU. Le parole chiave sono cooperazione, innovazione, Europa. A presentarlo, nea sede romana della Fieg, è Christophe Leclercq, che di Euractive è fondatore e presidente: <Non si tratta di un progetto di formazione né tantomeno di stage gratuiti: vogliamo far circolare giornalisti giovani ma già competenti,e in grado di lavorare in un altro sistema linguistico, regolarmente retribuiti e giovani manager editoriali, in particolare dei social network>.

Fabrizio Carotti

Fabrizio Carotti

Dietro il progetto c’è un’analisi fondata su una domanda crescente di scambio di contenuti con altri paesi europei nei singoli mercati nazionali, verificata in quaranta interviste a trentadue editori e otto tra associazioni e istituzioni europee. Secondo il progetto, gli articoli aventi come argomento l’Europa sono, in media, circa il 20% di quelli pubblicati dal giornalismo politico continentale, dei quali solo il 9,8% riguardano le politiche della Unione Europea e un altro 7,4% comprende le notizie bilaterali su di un paese, la Francia, riportate dai giornali italiani e viceversa.

Per Euractiv questo significa un potenziale per la cooperazione tra media dei diversi paesi, attraverso lo scambio di manager e giornalisti, pari a circa il 25% delle notizie politiche pubblicate su stampa e web. Senza voler creare network mediatici transeuropei, alcuni dei quali, come Eurosport ed Euronews, sono poi finiti nelle mani di colossi non europei.

E gli editori italiani di fronte ad un progetto insieme innovativo, coraggioso e strutturale? Tutti d’accordo, ma si preferisce sottolineare, ancora una volta, la crisi del mercato nazionale: la stampa ha perso, negli ultimi dieci anni, il 50% delle risorse, ricorda Fabrizio Carotti, direttore della Fieg. A poco servono accordi come quello con Facebook per rimuovere ogni notte dal social network, <il 90% dei contenuti riprodotti illegalmente: il giorno dopo ricompaiono su altri siti e altri portali> precisa il direttore della Fieg. <La pubblicità on line sta doppiano quella su quotidiani e periodici e si avvicina a quella del mezzo televisivo> aggiunge Carotti.

Per Giacomo Mazzone, di Eurovisioni, l’Europa ha commesso un grave errore alla fine degli anni ottanta: quello di voler favorire la nascita di “campioni europei” in vista del mercato unico. Non ha funzionato: Eurosport è finita a Discovery, Euronews sta per entrare nell’orbita della Nbc. L’unica strada nei media è il network, come l’Eurovisione per i servizi pubblici>.

Si cercano, intanto, nuovi lettori: l’Ansa presenterà a luglio un nuovo notiziario, in arabo e in inglese, per migranti e rifugiati. Giampaolo Roidi, neo direttore dell’area digital dell’Agenzia Italia, a sua volta, propone un Erasmus anche per i giovani editori.

L’Italia,e i suoi editori, però appaiono ancora troppo lontani dall’Europa.

 

Marco Mele