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09 giugno 2017 | 11:44

Il 77% dei giornalisti italiani è positivo sul futuro della carta stampata. E uno su due crede a Facebook come fonte di informazione. Mentre cala la fiducia nei social oltreoceano (-7%). I dati di un’indagine dell’Istituo Ixè (INFOGRAFICHE)

Crolla la fiducia nei social network tra i giornalisti nordamericani. Secondo quanto rivela un’indagine dell’Istituto Ixè condotta su un campione di giornalisti statunitensi e canadesi, nel 2016 la percentuale di chi si fidava dei social era il 51% contro un 49% di chi non si fidava. Nei primi mesi del 2017, il trend tra i giornalisti che si fidano dei social è in sensibile calo del -7%. Lo ha reso noto Margherita Sartorio Mengotti, amministratore delegato di Ixè, presentando la versione italiana dell’indagine insieme a Fabio Novelli, responsabile comunicazione e relazioni esterne di Solvay Italia, Andrea Tortelli, fondatore di GiornalistiSocial.it, e Roberto Gazzini titolare di Encanto Public Relations.

Anche la metà dei giornalisti italiani (50%) si fida dei social network, l’altra metà (49%) no, secondo l’indagine Audit Italian Press dell’Istituto Ixè con il supporto di Encanto Public Relations e della community GiornalistiSocial, che riunisce circa 45mila tra professionisti, pubblicisti, freelance e blogger, metà dei quali iscritti tramite Twitter (20mila circa) e l’altra con Facebook (18 mila), Linkedin (4mila) e altri social. Oltre 300 gli intervistati che hanno risposto, dichiarando di utilizzare mediamente almeno 3 social network diversi e al tempo stesso di sentirsi “superati” dalle nuove tendenze nel 38% dei casi.

Anche se il 77% degli intervistati è positivo sul futuro della carta stampata, ciò che emrge è che il social più utilizzato per lavorare, da oltre 9 giornalisti su 10 è Facebook, seguito da Twitter, oltre 8 giornalisti su 10; YouTube è frequentato da meno di 6 giornalisti su 10, Linkedin e Instagram sono utilizzati da meno della metà dei professionisti.

Facebook, peraltro, è il social che crescerà di più nei prossimi anni secondo i giornalisti italiani interpellati, seguito da Twitter e Instagram. Mentre negli Stati Uniti e in Canada sono convinti che Instagram crescerà più di Facebook e anche Periscope è previsto in crescita.

Il 91% dei giornalisti italiani dichiara di utilizzare i social per raccogliere informazioni (monitoraggio dell’opinione pubblica, ricerca di storie, verifica dei fatti e approfondimento, lanci e notizie da uffici stampa). Al secondo posto c’è la promozione del proprio lavoro e costruire relazioni (85%). Un terzo dei giornalisti (33%) usa i social come fonte di immagini, video e altro materiale.

Quattro giornalisti su 10 non suggerirebbero ad un giovane di intraprendere la carriera di giornalista, 4 su 10 la consiglierebbero, in particolar modo gli over 64enni.

Oltre metà dei giornalisti (56%) condivide, per lo più con rammarico, la previsione che in futuro la distinzione tra media tradizionali e social media, tra contenuti e pubblicità, giornalista e marchio saranno meno evidenti e meno importanti.