Editoria, New media

09 giugno 2017 | 11:15

Tra gli editori specializzati crescono i contenuti pure digital e diminuisce l’interazione con la carta. Il business arriva da display, e-commerce e Dem, cresce l’attenzione per marketing e redazionali. Anes Digital Outlook 2017 – INFOGRAFICHE

Presenza on line consolidata, con in crescita la produzione di contenuti pure digital mentre diminuiscono gli strumenti di integrazione carta-digitale. Questo il quadro che emerge dall’indagine ‘Anes Digital Outlook 2017‘, la sesta edizione dell’Osservatorio che l’Associazione nazionale editoria di settore realizza annualmente per monitorare i trend del digitale e l’adozione degli strumenti online nel settore dell’editoria b2b, professionale, specializzata, mettendo in evidenza le tendenze emergenti.

Stando ai risultati – presentati nel corso dell’assemblea del 7 giugno da Paolo Cionti (Edisport Editoriale), coordinatore del centro studi Anes e da Marcello Miradoli (Wolters Kluwer Italia), in veste di presidente di Anes Digital – tutte le aziende associate che hanno partecipato alla ricerca hanno siti e sono presenti sui canali social, il 98% utilizza newsletter e DEM. In cresxita l’utilizzo di strumenti come webinar e webcast, mentre sono in fase di smantellamento le app.

Sul versante social, copertura quasi totale per Facebook, mentre cresce la presenza su Twitter e Linkedin. Il loro utilizzo ruota principalmente attorno alla necessità di misurare la web reputation e il coinvolgimento dei lettori. Cresce però l’uso anche per la promozione delle riviste cartacee o servizi offline.

Diminuiscono gli strumenti per l’integrazione tra la stampa e il digitale, e, nel confronto, prevale il trasferimento di traffico dall’online alla carta, mentre sale al 33% la presenza di contenuti pure digital.

Il mobile è sempre più al centro dell’attenzione, con siti responsive o dedicati. L’analisi del traffico viene svolta dal 96% dei rispondenti e cresce la minoranza che utilizza strumenti dedicati diversi da Google Analytics. La certificazione del traffico invece rimane stabilmente poco sopra l’80%, con una divisione del mercato cristallizzata tra CSST WA e AudiWeb (quasi 2 a 1).

Pubblicità display (2 su 3 a tempo), DEM ed e-commerce editoriale, sono i principali tre modelli di monetizzazione.

Si conferma la produzione di contenuti dedicati in quasi il 70% dei casi.

La rete commerciale è sempre in larga parte comune ma raddoppia la minoranza che passa a una forza vendita dedicata.

Definitivamente affermata la dotazione di mail server, web server, CMS. In l’e-commerce.

Alla domanda su quale sia il peso in punti percentuali dei ricavi digitali rispetto al giro d’affari complessivo, tra gli interpellati prevalgono anche se di poco quanti lo identificano come minore del 10%. E poco meno di 2/3 identificano in una fetta inferiore al 10% la quota dei ricavi che viene reinvestita in modo specifico per le attività sul digitale.

In quale attività si concentrano gli investimenti per il digitale? Si rinforzano i prodotti esistenti: sviluppo siti, arricchimento contenuti, personale e rete commerciale

Per il futuro, la metà dei rispondenti aumenterà gli investimenti, l’altra li manterrà uguali. Marketing e redazionali le aree di impiego.

- Leggi o scarica la versione integrale dell’osservatorio (.pdf), disponibile sul sito Anes