09 giugno 2017 | 18:01

Per informarsi i giovani scelgono la Rete (65%), tv (33%), stampa (2.2%) e radio (1.7%). Pubblicità Progresso ed Assirm: gli universitari guardano sempre meno televisione

Michael Dones – E’ stata presentata nella sede di Assolombarda “L’èlite dei giovani (dis)informati”, la ricerca di Pubblicità Progresso ed Assirm sulla fruizione mediatica dei giovanissimi realizzata con la collaborazione di 100 docenti del network Athena: strumenti quali stampa e radio si posizionano ultimi nella classifica dedicata alla ricerca di informazioni.

Dalla ricerca emerge che  gli studenti universitari guardano sempre meno la televisione: meno della metà la utilizza giornalmente ed una vasta maggioranza (82,3%) la accende solo una volta alla settimana. I film, con il 75,5%, e le serie tv, con il 69,2%, sono i contenuti preferiti dal panel intervistato (1117 individui, con un’età media di 21,2 anni), mentre news e telegiornali si posizionano al terzo posto.

Elevati sono anche i dati che riguardano Internet: quasi il 40% della nuova generazione nativa digitale, infatti, ci passa più di 4 ore al giorno (il 15%, invece, oltrepassa le 6 ore). Il mezzo più utilizzato per navigare è lo smartphone, utilizzato dal 95,6% dei ragazzi (il 21%, invece, utilizza il tablet). Le attività più gettonate sono motori di ricerca, servizi di messaggistica istantanea e social network.

Chi decide di informarsi in Rete (65%) sceglie come canali i social media, le news online ed i portali. Solo dopo si posiziona la televisione, preferita da quasi un terzo: marginale, invece, il numero di studenti che utilizza il mezzo stampa (2,2%) o radiofonico (1,7%).

da sx: Enrico Billi (consigliere Assirm), Nando Pagnoncelli (presidente Ipsos Italia), Alberto Contri (presidente Fondazione Pubblicità Progresso), Alessandro Scarabelli (vice direttore generale Assolombarda). Foto: Primaonline

Alberto Contri, Presidente della Fondazione Pubblicità Progresso, spiega che “lavorando a stretto contatto con gli studenti, nei laboratori di comunicazione, ho cominciato a cogliere oltre che evidenti cambiamenti, anche una preoccupante forma di distonia informativa nelle loro abitudini mediatiche”. Dopo aver fatto fare un test sui suoi 70 allievi è stato chiesto ad Assirm di creare un sondaggio su un campione molto più vasto e rappresentativo, che è stato realizzato poi da Ipsos.

“La trasformazione digitale – continua Enrico Billi, consigliere di Assirm – è un tema al centro di studi e, oggi, anche della cronaca quotidiana: basti pensare al fenomeno delle fake news e di come la manipolazione delle informazioni possa influenzare sensibilmente l’opinione pubblica”.

Secondo Nando Pagnoncelli, Presidente di Ipsos Italia, lo scenario che emerge si può paragonare, in termini di “dieta mediatica”, a quello degli adulti, dove si verifica un aumento del cittadino informato, ma una riduzione di quello consapevole.

“A prevalere è il bisogno di un aggiornamento ‘live’ – sostiene Pagnoncelli – e non quello di un approfondimento delle notizie. Sempre più spesso, inoltre, le percezioni vincono sulla realtà ele emozioni sulla razionalità. L’utilizzo dei social network non favorisce il senso critico perché prevale l’omofilia al confronto tra opinioni diverse”.

Ciò che è davvero importante, e che è stato rimarcato più volte, è che i giovani siano consapevoli delle loro responsabilità di cittadini e del dovere di informarsi non solo per avere strumenti di comprensione dei fenomeni ma anche per formarsi una coscienza critica.