10 giugno 2017 | 19:27

Dopo la nomina a dg Rai, Orfeo subito operativo. Nel suo primo Cda discussi riorganizzazione di Saxa Rubra, asta Champions e task force su priorità strategiche. Ora deve velocemente mettere in piedi la sua squadra e scegliere un successore al Tg1 (forse il fedelissimo Andrea Montanari)

Anna Rotili – C’era un clima serioso e per niente rilassato durante il consiglio di amministrazione della Rai che ieri ha prima designato e poi ratificato la nomina a direttore generale di Mario Orfeo, il direttore del Tg1 chiamato a succedere al dimissionario Antonio Campo dall’Orto.
La nomina è stata irritualmente annunciata da un tweet di Maurizio Gasparri alle 9.46 prima che iniziasse il cda a Viale Mazzini e così ancora una volta i consiglieri Rai si sono trovati a fare la parte dei notai che dovevano prendere atto di quello che veniva scelto nelle stanze del potere politico. Fino alle 21 della sera precedente a Palazzo Chigi si era tentato di convincere Giancarlo Leone a ritornare sui suoi passi ed accettare l’incarico in Rai, su cui maggioranza e opposizione erano d’accordo, freddini i grilini. Alla fine di fronte all’indisponibilità di Leone Matteo Renzi ha messo sul tavolo la carta Orfeo, senza nessun problema dei confronti del 5Stelle – che come si sa detestano il direttore del Tg1 – dopo la rottura del patto sulla legge elettorale. Orfeo gode invece di simpatie a sinistra quanto nel centro destra berlusconiano e la sua nomina viene letta come la prova del fatto che tra Renzi e Berlusconi l’accordo elettorale tiene ancora.

 

Il tweet di Gasparri e’ andato di traverso ai tre consiglieri Rai di maggioranza, Rita Borioni Guelfo Guelfi e Franco Siddi che si sono trovati a dover ratificare la scelta fatte senza nemmeno consultarli.
Secondo la prassi il processo di nomina si è svolto in tre tappe in sequenza. Prima c’è stata la designazione di Orfeo che non ha avuto l’unanimità del Cda. Ha votato contro Carlo Freccero, consigliere di simpatie grilline, che per non smentire la sua vocazione di situazionista ha votato se stesso chiedendo un’audizione di fronte alla Commissione di Vigilanza Rai per misurare chi sia più competente a gestire l’azienda di servizio pubblico tra lui e Orfeo.
A causa di una indisposizione non era presente al momento della designazione il consigliere Pd Franco Siddi che non ha votato Orfeo, arrivando solo per l’ Assemblea dei soci in cui gli azionisti, il ministero del Tesoro e la Siae, hanno dato l’assenso alla nomina del nuovo dg.

Mario Orfeo (foto olycom)

Mario Orfeo (foto olycom)

Dopo si è riunito nuovamente il Cda per la deliberazione finale e qui ha preso la parola Siddi per dire, in polemica non velata con l’interferenza di Gasparri, di essere stato quasi contento della sua indisposizione perché “ora sono certo di votare quello che per legge sono chiamato a votare e cioè l’intendimento dell’azionista mentre mai e poi mai avrei potuto votare l’intendimento di un senatore per quanto importante come l’ex capogruppo di Forza Italia al Senato”.

Alla fine è toccato Mario Orfeo presentarsi al Cda nella nuova veste di capo azienda, con tutti attenti a vedere che tipo di accoglienza gli avrebbe riservato la presidente Monica Maggioni, di cui nei confronti del collega del Tg1 è nota una certa rivalità, fin dai tempi in cui era direttrice di Rainews24. Maggioni naturalmente si è comportata con cortese formalità e Orfeo, dopo salutato uno ad uno i consiglieri, ha fatto un breve intervento di rito dichiarando di essere consapevole dell’impegno alto e sfidante e del periodo né semplice né tranquillo che ha davanti, ma di confidare nel supporto del cda per realizzare quanto è atteso faccia il servizio pubblico. Sul fronte della sinistra lo ha salutato con calore il consigliere toscano Guelfo Guelfi, l’uomo targato Renzi, che si è dichiarato “certo che si raggiungerà un’intesa per fare un bel cammino insieme portando a compimento quanto finora non si era riuscito a fare”. Dall’area del centro destra ha espresso “ apprezzamento” Arturo Diaconale soddisfatto che “si sia velocemente arrivati ad una soluzione che dà stabilità e garanzia all’azienda”. “Ma, caro Mario, non saranno solo rose e fiori”, ha aggiunto ricordando alcuni dei tanti problemi da affrontare: a partire dal conto economico, la riorganizzazione e il ringiovanimento dell’azienda, una nuova politica del personale fino al piano editoriale ancora inesistente ed non ultimo il rispetto del pluralismo nelle trasmissioni della Rai per cui Diaconale ha un’attenzione maniacale.

Andrea Montanari (foto Blu Cobalto)

Finiti i discorsi di rito sono iniziati il lavori del primo Cda dell’ era di Orfeo in cui si è discusso subito su come attuare il piano di riorganizzazione di Saxa Rubra dove si vogliono costruire studi più ampi in funzione del riassetto delle testate iniziato con la digitalizzazione. Si è parlato anche della presenza della Rai all’asta della Champions League che si disputerà lunedì prossimo. Hanno tenuto banco i grandi eventi sportivo di cui Siddi, nonostante i costi esorbitanti, ha sottolineato l’importanza come parte costitutiva dell’offerta di servizio pubblico. “Rilevando la necessità di rimodulare la spesa in funzione degli obiettivi strategici della Rai” il consigliere Pd ha invitato il direttore generale a mettere in piedi una task force per individuare le principali priorità strategiche e per non farsi trovare impreparati. E’ alle porte il 2018 l’anno pari su cui in genere gravano i costi dei grandi diritti sportivi (Mondiali e Olimpiadi) e in cui la Rai potrà avere minori introiti per effetto di possibile riduzione del canone.
Orfeo si è messo subito al lavoro. Terminato il Cda Orfeo si è trattenuto in azienda. Come prima cosa dovrà farsi una sua squadra e l’ altro tema da affrontare non secondario è a chi affidare il Tg 1 la corazzata informativa che non dovrà perdere colpi e che è la polpa che fa gola ai politici. Per quanto riguarda il successore sembra ragionevole che Orfeo possa affidare la direzione a un suo fedelissimo, magari lo Andrea Montanari che è stato il suo vice negli anni di rimonta al Tg1 prima di essere promosso alla direzione di Radio1 nell’agosto del 2016.