15 giugno 2017 | 16:56

Chiedere dimissioni è ripercorrere peggiori esempi del passato, scrive la Fnsi dopo gli attacchi di Luigi Di Maio al direttore di Repubblica Mario Calabresi

Non è passata inosservato l’articolo – pubblicato oggi da Repubblica – che parla di un incontro tra il segretario della Lega, Matteo Salvini, e Davide Casaleggio. Mentre da largo Focchetti ribadiscono la veridicità della notizia – confermate da quelle che il direttore Calabresi in un tweet ha definito fonti certe – le smentite, fioccate da entrambi i partiti, sono diventate occasione per nuovi attacchi alla stampa.

Accanto alla nota del Carroccio che parla di “ennesima fantasi giornalistica”, a scatenarsi sono stati diversi esponenti del movimento pentastellato. A dare il via lo stesso Davide Casaleggio che sul blog di Grillo ha pubblicato un post dal titolo ‘Il Metodo Repubblica e la morte dell’informazione’. “Quella di oggi è l’ultima di una serie di fake news diffuse dai giornali, ormai alla canna del gas”, ha scritto, aggiungendo in chiusura “con la maggioranza dei mezzi di informazione in mano alla politica la normalità sono le fake news in prima pagina”.

A rincarare la dose ci ha pensato Luigi Di Maio. “O tira fuori le prove o si dimette. La fake news questa volta è più grande di lei #MetodoRepubblica”, ha twittato il vice presidente della Camera.

Un concetto riproposto anche da Roberto Fico che, sempre via social ha invitato Calabresi a portare prove, “oppure dopo questa figura da quattro soldi si dimette perché ha creato un danno all’informazione di questo Paese”.

“In questa vicenda l’unico falso arriva dal Movimento Cinquestelle: attaccare Repubblica per cercare di nascondere la verità. E farlo con minacce che non possiamo accettare e che rispediamo al mittente”, si legge sul sito del quotidiano.

A difesa di Calabresi è poi intervenuta anche la Fnsi, in una nota diramata nel pomeriggio. “Il quotidiano La Repubblica ha informato i lettori di un incontro tra Davide Casaleggio e il segretario della Lega Matteo Salvini”, sscrivono il segretario generale e il presidente della federazione della Stampa. “Il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, ha smentito e ha chiesto le dimissioni del direttore Mario Calabresi. Il direttore, invece, ha confermato tutto e ha invitato il parlamentare a querelarlo.

Nella foto, da sinistra: Raffaele Lorusso, segretario generale della Fnsi, e e Giuseppe Giulietti, presidente della Fnsi (foto Assostamparegionali.wordpress.com)

“Ci auguriamo che Di Maio voglia raccogliere l’appello di Calabresi. Noi, invece, lo invitiamo a non ripercorrere i peggiori esempi del passato e a non sollecitare le dimissioni di Calabresi o di chiunque altro. In ogni caso la Fnsi sarà accanto ai colleghi, dentro e fuori le aule giudiziarie, per respingere ogni intimidazione, di qualsiasi natura e colore”.

“Smentisco categoricamente quanto riportato da Repubblica: non c’è stato alcun incontro con Davide Casaleggio. Calabresi faccia i nomi e i cognomi di chi glielo ha detto. Ma poiché all’incontro dovevo esserci io e non c’ero, ripeto che questo incontro non c’è mai stato”, ha detto all’Ansa il leader della Lega, Matteo Salvini. “Nessuna querela per Calabresi, ma mi aspetterei maggiore serietà da un collega”, ha aggiunto.