19 giugno 2017 | 11:56

Non c’era bisogno di alcuna gara europea per le agenzie. E secondo il presidente della Fnsi sono insufficienti i tentativi del governo di riformare l’editoria. “Si procede ancora mettendo delle pezze”

“Non c’era bisogno di alcuna gara europea, le agenzie sono un patrimonio nazionale e provvedono a tutti gli altri mezzi di comunicazione. Il bando non era mai stato fatto in precedenza e, probabilmente, sarebbe stato giusto riformulare la legge e arrivare a un accordo quadro, a una convenzione con tutte le agenzie italiane”. Così a Palermo il presidente della Fnsi Giuseppe Giulietti.

“Non dobbiamo dimenticarci – ha proseguito – che se si spengono le agenzie si spengono anche le autostrade della comunicazione per molte emittenti e per molti giornali in Italia. La sensazione è che il governo debba tornare a riflettere sul ruolo e sulla funzione delle agenzie. La via della gara è un via sbagliata”.

Beppe Giulietti

Beppe Giulietti

“Per tanti anni i governi non hanno assunto alcun provvedimento, nè per la riforma dell’editoria, nè per quella dei contributi alle emittenti locali e nemmeno per l’Ordine dei giornalisti”, ha proseguito Giulietti. “Ora il governo ha cominciato a concepire degli elementi di riforma del settore, ma sono ancora pochi e insufficienti: si procede ancora con delle pezze”.

Secondo il presidente della Fnsi “manca una riforma organica del settore nuove regole antitrust, sulle fusioni; tutte le norme tendono a riguardare le proprietà esistenti. Ora è il tempo di formulare una legge sull’editoria che guardi al lavoro che non c’è e alle centinaia di nuove aziende online dell’emittenza e dell’editoria che spesso non hanno alcun riconoscimento, ma proprio lì si sta formando la nuova occupazione. La sfida con il governo è di arrivare a una legge sull’editoria che parli al futuro e non sani solo il passato”.