21 giugno 2017 | 10:25

Presentato al pubblico il Talent Garden di Torino, alla Fondazione Agnelli: uno spazio di coworking e condivsione immaginato per attrarre e far lavorare i migliori cervelli del mondo

di Carla Piro Mander – Si chiama Talent Garden, o Tag, inagurato ieri alla Fondazione Agnelli. Pochi luoghi come questo spazio di Via Giacosa 38, a due passi dal Po, possono raccontare meglio la famosa “trasformazione” della città da one company town a città dell’eccellenza, e il passaggio dagli edifici grigi di fabbrica alle costruzioni quasi aliene in vetro e acciaio che la costellano oggi ne è esempio evidente.

All’interno della storica dimora pertanto, da qualche anno, 5 per la precisione, si lavora ad un obiettivo che sta a metà fra il sogno romantico e la visione razionalista. “Work, learn, connect”, sintetizza Davide Dattoli, Ceo di Talent mentre spiega il senso della nascita dei vari Talent che punteggiano l’Europa: “noi siamo qui per mettere in relazione i migliori talenti di questo territorio fra di essi,in modo che possano avvenire scambi virtuosi d sapere, di cultura, di idee. E nello stesso tempo per far sì che esista e si consolidi anche una rete fra i diversi “Talent”, già esistenti in Europa”.

John Elkann, Presidente di Fca, e Zanny Minton Beddoes, Editor in Chief al ‘The Economist’

“Questo – aggiunge Fabio Sferruzi, è possibile grazie alla collaborazione di molti soggetti che hanno creduto in noi sin dall’inizio e ancora oggi ci sostengono, tra loro oltre 40 grandi aziende.

E infatti tra le molte definizioni possibili, al talent d Torino si addice soprattutto quello di scuola di alta formazione , una sorta di campus dedicato all’approfondimento o all’invenzione di soluzioni semplici per problemi complessi.

“La vera ricchezza però – lo diranno dopo pochi minuti John Elann e la Zanny Menton Beddoes, Editor in chief di Economist – e chiave essenziale per ogni forma di sviluppo”, sono le persone, con le loro idee: In due anni il Talent in collaborazione con il Politecnico ha sostenuto costruito e reso autonomi oltre 250 studenti già avviati al mondo della produzione d elle start ap.

“Qui al Tag – dice Massimo Russo, direttore digitale di Gedi – dialogano mondi lontani che normalmente non lo fanno; qui cerchiamo di concentrare i migliori talenti di ogni settore, creando per loro un ambiente ideale per inventare, pensare, produrre, capire quale sarà il volto del futuro”.

In platea Francesco Profumo, Massimo Russo, Diego Piacentini, Gianni Tamburi.