21 giugno 2017 | 16:58

Le dimissioni di Campo Dall’Orto sono state una scelta personale, secondo Monica Maggioni. La presidente Rai: il dg deciderà sulle deroghe al tetto ai compensi. Il piano news? Dobbiamo chiudere il capitolo dei famosi sei microfoni del servizio pubblico

“Le dimissioni di Antonio Campo Dall’Orto sono state una sua scelta personale. C’erano state divergenze significative nella dialettica con il Cda ma nessuno di noi ha mai chiesto nulla rispetto a questa scelta”. Lo ha affermato il presidente della Rai, Monica Maggioni, parlando all’inizio dell’audizione in commissione di Vigilanza su: superamento del tetto ai compensi degli artisti e stato di avanzamento del piano news.

Tetto ai compensi e deroghe. “Ogni deroga ai 240 mila euro verrà decritta e motivata dal dg”, ha detto Maggioni, introducendo la soluzione varata dalla Rai per le deroghe al tetto di 240.000 euro ai compensi degli artisti. Una misura predisposta con “due obiettivi principali: da un lato garantire alla Rai l’esistenza e la resistenza sul mercato, dall’altro procedere ad una doverosa limitazione dei compensi, per recepire lo spirito della legge”.

Monica Maggioni, presidente Rai (Foto:Olycom)

“Non abbiamo voluto applicare una diminuzione lineare uguale per tutti i casi”, ha spiegato. “La diminuzione sarà del 10% sui compensi più ridotti ma diventerà più alta per i compensi più alti. Non solo: l’impegno nelle prime serate verrà remunerato fino al 30% in meno di quanto fatto finora e nell’access prime time fino al 50% in meno, perché si è ritenuto che gli ultimi trattamenti siano stati eccessivamente alti”.

Ma, ha sottolineato Maggioni, “il tema è stato anche quello di capire come l’applicazione di questi criteri potesse impattare sulla redditività della Rai. Nessuno di noi si è sentito di andare in una direzione che potesse provocare la perdita da parte dell’azienda di valori di attrattività e di raccolta pubblicitaria”.

Nell’applicazione di questi criteri, il “ruolo centrale lo avrà il dg, al quale viene chiesto di descrivere e motivare, insieme alle strutture editoriali competenti, ogni singolo caso di deroga al tetto di 240.000 euro”, ha concluso Maggioni.

Piano News. “Nella seduta del Cda del 22 maggio scorso il piano news è stato respinto a maggioranza. E le ragioni possono essere sintetizzati nella mancanza di incisività del piano”. Lo ha detto Maggioni, parlando dello stato di avanzamento del piano news nel suo intervento introduttivo all’audizione in commissione di Vigilanza, che la vede oggi protagonista insieme ai consiglieri di amministrazione.

Secondo Maggioni, il Cda ha ritenuto in quella sede sottolineato quanto fosse “necessario un approfondimento” nella direzione della “modifica dell’impianto industriale del modo di fare informazione in Rai”: il problema di come arrivare al superamento dei “famosi sei microfoni Rai nello stesso posto nello stesso momento”.