Il giornalismo dipende dal fattore umano, dice Gentiloni: dobbiamo evitare interpretazioni catastrofiche sui software. L’integrzione tra Itedi ed Espresso? Operazione importante che rende orgoglioso il Paese

“La verità è la cosa più di valore che abbiamo, non sprechiamola”. Con questa citazione di Mark Twain il premier Paolo Gentiloni ha aperto a Palazzo Reale la cena di gala, alla presenza di editori, amministratori delegati di gruppi editoriali e direttori di giornali, italiani e stranieri, organizzata il 21 giugno a Torino per i 150 anni del quotidiano La Stampa.

“Il futuro del giornalismo dipende dal fattore umano, dobbiamo evitare interpretazioni catastrofiche”, ha aggiunto ancora. “Possiamo chiedere a un software di raccontare una partita di football? Sì, è già accaduto. Possiamo chiedere a un robot di fare il lavoro di Bob Woodward e Carl Bernstein (i giornalisti del caso Watergate, ndr)? Non credo”. “E anche se questo esercizio potrebbe stimolare qualche ingegnere, non mi interessa”.

Paolo Gentiloni (foto Olycom)

Il preseidente del cOnsiglio ha anche parlato della fusione tra il Gruppo Espresso e Itedi, prossima alla finalizzazione. “L’integrazione tra le due realtà”, ha è “un’importante operazione che rende il nostro Paese orgoglioso”.

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