27 giugno 2017 | 18:06

Il supercontratto di Fazio accende la Commissione di Vigilanza. Maggioni: forse la Rai non avrebbe retto al suo passaggio alla concorrenza. Diaconale: Cda costretto a firmare per non fare un danno all’azienda

Audizione in commissione di Vigilanza per la presidente Rai, Monica Maggioni, e i consiglieri di amministrazione di Viale Mazzini. Alla vigilia della presentazione dei palinsesti per la nuova stagione tv, il contratto di Fabio Fazio è stato tra le tematiche più calde affrontate nel corso della discussione. Il primo ad intervenire è stato Carlo Freccero. “Chiedo a voi parlamentari di intercedere presso il dg perché si possa rimettere in gioco questo contratto”, ha detto. “Ho già lavorato con Fazio parecchie volte e credo che l’amore che ha per il prodotto sia totale. Ma come si può pensare che un prodotto distrutto da questa campagna di stampa e che non ha avuto ancora difese pubbliche da parte del direttore generale possa sopravvivere all’audience” ha spiegato Freccero “anzi ho paura addirittura che questa audience venga distrutta. Per cui vi chiedo di intercedere presso il direttore generale perché che si faccia una rimessa a punto. Non vorrei che domani alla presentazione dei palinsesti Fazio si presentasse come il marchese del Grillo e quindi essere sottoposto a ironie e distruggere tutto il lavoro fatto alla sua carriera”. Passando poi al piano dell’informazione Freccero ha detto che può partire subito la parte del ‘digital first’. “ La testata unica web potrebbe essere messa in atto immediatamente sotto la direzione di Milena Gabanelli con cui ho parlato ed ha già pronto uno schema di piano editoriale. Non tocca a me spiegare la missione editoriale, della testata unica web news ma vi dico che è già pronta potrebbe partire subito ed è straordinaria”.

Carlo Freccero (foto Olycom)

“Siamo stati costretti a sottoscrivere il contratto” di Fabio Fazio, ha detto invece Arturo Diaconale, dicendosi pronto a replicare con “una azione di risarcimento danni per lite temeraria” nei confronti di chi si è augurato “che la Corte dei Conti metta le mani” nelle tasche dei consiglieri. ”Ci è stato detto che se non avessimo chiuso l’accordo quella mattina, Fazio avrebbe firmato con una azienda concerrente”, ha spiegato. “Non siamo stati costretti con una pistola puntata alla fronte, ma dal codice civile. Se non lo avessimo firmato avremmo potuto rispendere per un danno all’azienda”, ha ribadito Diaconale, scatendando tra gli altri le proteste dei deputati Brunetta e Airola e del segretario della commissione di Vigilanza, Michele Anzaldi, che ha detto: “Se i componenti del Cda Rai firmano il via libera ai contratti sotto costrizione, perché non in grado di valutare i profili del codice civile e quindi sotto presunto obbligo di responsabilità, significa che bisogna chiedersi se questo Cda possa ancora andare avanti”.

“Fabio Fazio fa parte della storia della Rai. Vedere transitare quel marchio, quel volto, quel format su un’altra emittente avrebbe comportato uno scossone al quale non so se la Rai avrebbe retto in termini di sistema”, ha detto invece la presidente Monica Maggioni. “Questo cda non avrebbe potuto prendersi l’onere di decidere che Fazio passava alla concorrenza – ha aggiunto -. Io il contratto con la concorrente non l’ho visto, ma quale concorrente te lo farebbe vedere? Non ho dubbi sul fatto che esistesse e sono certa che chi lo ha negoziato negherà la sua esistenza”. “Il passaggio di Fazio da Rai3 a Rai1 è centrale in termini di valore di prodotto e vedremo quanto peserà questo passaggio. Il valore di un artista su Rai1 non è lo stesso di Rai3″, ha aggiunto Maggioni, augurandosi “che si possa investire su altri talenti, ma questo è un tema di prospettiva. Altra è la condizione oggettiva in cui ci siamo trovati oggi, di fronte a una legge che l’Avvocatura ha definito non inequivoca. C’è un’azienda e 13mila dipendenti, uno scossone come quello dell’addio di Fazio si poteva tradurre in problemi seri e sistemici. E’ la scelta migliore? Non credo, ma non credo sia la cosa migliore neanche lavorare come piccioni con il mirino disegnato sulla schiena”. Maggioni ha fatto poi un accenno al piano news. “Dubito che il nuovo dg non pensi al piano come punto centrale di un’azione futura – ha affermato. Appena ne parlerà con noi, credo non ci saranno problemi a discuterne”.

Monica Maggioni, presidente Rai (Foto:Olycom)

“Non abbiamo fatto altro che il nostro dovere sul tetto ai compensi”, ha spiegato invece il consigliere Guelfo Guelfi. “Ci siamo trovati di fronte al rischio di chiudere l’azienda, dare il foglio di via a tutto il sistema delle rappresentazioni. I documenti dell’Avvocatura dello stato e del Mise ci offrivano dei parametri e all’interno di quelli abbiamo operato, definendo con una delibera votata a larga maggioranza la deroga, non la sostituzione della legge. Abbiamo prodotto un documento, alla portata del vostro giudizio. Il contratto di Fazio sta dentro quel processo lì”.

“Io credo che sarebbe un bene pubblicare i compensi della Rai, anche se occorrerebbe interpellare il Garante della privacy, perché a noi risulta che è contrario. Forse così i contratti come quello di Fazio avrebbero una storia diversa, sempre considerando che sono fatti nel rispetto della legge”, ha detto invece il consigliere Franco Siddi in Commissione di Vigilanza, in merito alle deroghe al tetto dei compensi degli artisti. “Il cda ha adottato quella delibera alla luce degli atti che sono pervenuti solo ad aprile”, ha precisato. “E’ importante che nella legislazione vengano fatti dei correttivi, altrimenti ci sarà un ping pong continuo. Una competizione di questo genere, quasi intimidatoria, non serve a nessuno. Dovremmo, invece, trovare la strada per liberare la Rai sempre di più dallo strapotere dei soggetti esterni”.

Al caso della Bbc ha fatto invece riferimento Rita Borioni. “La Bbc in cinque anni fece questa riduzione sui costi dei talenti, non prima però di aver fatto un’analisi dei costi, dalla quale risultava che non pagava oltre ai costi di mercato”, ha spiegato. “C’era quindi la necessità per la Bbc di non drogare il mercato”. “La Bbc fece questo risparmio, con riduzioni maggiori per i compensi più alti, senza un taglio lineare. Questo ha evitato impatti rilevanti sul sistema. E questo ci insegna che i tagli lineari fanno danni sull’offerta e sugli ascolti in un circolo vizioso negativo”. “Il talento va sostenuto. La mission fondamentale della Rai è anche far crescere talenti. Credo sia necessario che queste politiche vengano portate avanti con sempre maggiore decisione e verranno affrontate anche nel prossimo contratto di servizio”.