28 giugno 2017 | 18:08

L’assemblea degli azionisti Mediaset approva il bilancio: perdita da 294,5 milioni. Assente Vivendi. Confalonieri: noi colpiti al cuore ma abbiamo limitato i danni. Berlusconi: chiediamo l’esecuzione del contratto, non un risarcimento danni

L’assemblea degli azionisti di Mediaset ha approvato il bilancio 2016, chiusosi con una perdita di 294,5 milioni. Il bilancio è stato approvato a maggioranza con il 98,46% dei voti favorevoli.

All’assemblea degli azionisti di Mediaset non si è presentata Vivendi che non ha depositato azioni per partecipare all’assise dei soci chiamata ad approvare il bilancio 2016, nominare il collegio sindacale, dare il via libera al piano di acquisto di azioni proprie fino al 10% e alla relazione sulla remunerazione e nominare la società di revisione.

In assemblea, dunque, presenti 428 azionisti, per il 51,68% del capitale. Dalla lettura del libro soci è stato confermato che Silvio Berlusconi tramite Fininvest detiene il  39,5% della società e Vivendi il 28,8%. Mediaset detiene il 3,79% di capitale proprio.

Il 2016 per Mediaset “è stato un anno difficile”, ha esordito il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri, con una “crisi grave”, ma “siamo riusciti a circoscrivere l’impatto negativo dell’aggressione” di Vivendi, salita al 29,9% dei diritti di voto del gruppo televisivo.

Di “attacco al cuore di Mediaset”, ha parlato il presidente, spiegando che “la rottura dell’accordo con Vivendi ha segnato in modo profondo il 2016 e distrutto il valore potenziale dell’aggregazione tra i due gruppi”. “Siamo davanti a un take over ostile”.

Fedele Confalonieri (foto Olycom)

Il gruppo francese – che secondo Confalonieri ha “mostrato il suo volto di raider finanziario“, “tradito gli impegni presi e trattato con arroganza gli organi di controllo”, tanto che “immaginarlo come grande editore in Italia diventa inquietante” – voleva “entrare in Mediaset dalla porta di Premium per poi scalarla”, ha aggiunto Confalonieri. “Non siamo contro il mercato, anzi, ma siamo contro le scorrerie soprattutto da parte di chi si era presentato come partner”.

Confalonieri ha parlato anche del contenzioso in atto con Vivendi, che non riguarda soltanto i “diritti violati” ma “frena anche i progetti futuri” di Mediaset: l’alleanza doveva essere “qualcosa di molto positivo ed è diventato un elemento fortemente negativo, un intralcio, un condizionamento pesante al nostro sviluppo”.

“Non arretreremo sul piano della difesa legale e nella tutela dei nostri, e vostri, interessi”, ha precisato. “Risolvere questo grave contenzioso è per noi una priorità assoluta”. “Poche settimane fa abbiamo nuovamente citato in tribunale Vivendi per violazione contrattuale, concorrenza sleale e violazione della legge sul pluralismo televisivo”.

Mediaset “con il peso di questa querelle societaria non può esprimere appieno le sue potenzialità”, ha ribadito Confalonieri, facendo esempi: “ci è preclusa ogni iniziativa che possa direttamente o indirettamente incidere sui settori tv e telecomunicazioni, proprio a causa della presenza di Vivendi in posizione di controllo in Telecom di collegamento in Mediaset”.

Confalonieri ha poi parlato della situazione di Premium: “oggi è interamente nelle nostre mani e faremo il possibile per riportarla in equilibrio”, ha anche detto il presidente di Mediaset, che il 19 giugno ha acquisito da Telefonica l’11,1% di Premium arrivando a detenere il 100% del capitale sociale della pay tv. “La società ha sofferto per il trauma”, ma l’obiettivo è “quello di ristrutturare il business model rendendolo sostenibile”.

“Sulla Champions League abbiamo fatto una buona offerta, superiore a quella della volta scorsa. Non è bastato, ma per noi era la cifra giusta”, ha detto Confalonieri parlando dei diritti tv del calcio.

Per quanto riguarda la serie A “non abbiamo partecipato perché era inaccettabile la composizione dei pacchetti, come abbiamo fatto pesare sia alla Lega che all’Antitrust“. Ma ”in autunno è prevista una nuova asta per i diritti tv della serie A, noi parteciperemo con l’obiettivo di ottenere la migliore offerta televisiva calcistica per i tifosi italiani”. Intanto, ha tenuto a precisare, “l’offerta di Premium per la prossima stagione è l’unica completa, unendo alla serie A un anno di Champions League in esclusiva”.

“Mediaset – ha ricordato Confalonieri – intende perseguire lo sviluppo sia organico che non. Non si escludono in futuro nuove acquisizioni o partnership strategiche e allo stesso modo valutiamo la cessione di attività non core”.

Confalonieri ha ribadito anche l’interesse di Mediaset a partecipare al consolidamento del settore delle torri. “Ci ha fermato il Governo, che ha stabilito che la maggioranza deve essere pubblica” ha detto ricordando l’ipotesi di fusione tra Rai Way ed Ei Towers. “Oggi ci sono troppe tower company nel nostro paese, tutte quotate. Da tempo si parla di un piano serio di consolidamento con la costituzione di campioni nazionali quotati e public company in grado di favorire la creazione di valore e di posti di valore, oltre che la razionalizzazione del sistema torri di trasmissione su tutto il territorio nazionale”, ha aggiunto il presidente di Mediaset. “Noi siamo disponibili a ragionare con altri operatori per fare operazioni capaci di creare valore”.

Approvato il piano di buy back di Mediaset che non fa scattare il superamento delle soglie dell’Opa per gli azionisti di maggioranza relativa. I soci del gruppo televisivo, riuniti a Cologno Monzese, hanno dato il via libera al piano di acquisto di azioni proprie fino al 10% del capitale che prevede il meccanismo del whitewash, uno strumento che non fa scattare il superamento delle soglie dell’Offerta pubblica di acquisto per Fininvest e Vivendi, se approvato almeno dalla maggioranza dei soci di mercato presenti in assemblea, in rappresentanza di almeno il 10% del flottante. Il piano è stato approvato con il 98,68% degli azionisti presenti e dal 94,4% del flottante presente.

“Non vogliamo il risarcimento dei danni, vogliamo l’esecuzione del contratto”, ha dichiarato poi l’ad di Mediaset, Pier Silvio Berlusconi, riferendosi  alla nuova causa intentata da Mediaset nell’ambito della vicenda Vivendi. Non cambia, dunque, la strategia del ‘Biscione’, che continua a chiedere il rispetto degli accordi siglati dal gruppo francese. “La prima causa – ha specificato l’ad – è legata alla rottura del contratto, mentre questa è la conseguenza di ciò che è avvenuto dopo”, a partire “dall’acquisto delle nostre azioni”.

Pier Silvio Berlusconi (foto Olycom)

Mentre sui diritti tv del calcio, l’ad ha aggiunto in conferenza stampa: “ad oggi per un accordo con Sky onestamente non ci sono elementi. Poi tutto è possibile”. E ha precisato: “anche in passato ci siamo scambiati i diritti, e la cosa ha portato benefici a entrambe le società. Ma oggi non ci sono accordi di cui stiamo parlando o ragionando con loro”.

Berlusconi non ha nemmeno escluso un’intesa con Tim per partecipare alla prossima asta sui diritti tv della Serie A, purché “faccia l’interesse delle due società, perché no”, ha detto, anche se “ad oggi non ci sono dialoghi concreti”.

E qualora Premium “non dovesse avere i diritti, cosa che non ci auguriamo e che riteniamo difficile, cosa accadrà è scritto nel piano”; ovvero una pay tv rivista e che punta sui contenuti e sulla partnership con Infinity ad esempio. Premium, ha concluso Pier Silvio Berlusconi, “la stiamo rifocalizzando”, e “stiamo lavorando più per perseguire un margine migliore più che per fare abbonati e ricavi a tutti i costi. Già quest’anno i conti saranno in miglioramento rispetto al 2016″.

La raccolta pubblicitaria del gruppo Mediaset nel primo semestre dell’anno dovrebbe, invece, chiudersi lievemente positiva. Il mercato in generale, ha spiegato il vicepresidente e ad di Mediaset, Pier Silvio Berlusconi ”è difficile da capire e sta andando peggio di quanto ci aspettavamo. Ad aprile c’è stato un calo del 2,7% del totale del mercato. Noi stiamo andando bene e stiamo conquistando quote nel primo semestre, che chiuderemo con un segno positivo relativamente piccolo”.

Sulle critiche del fondo Amber – che detiene il 2,5% del capitale di Mediaset e che ha attaccato il management definendolo inadeguato e chiedendo un cambio di passo nella gestione – Berlusconi ha risposto: “ogni stimolo è benvenuto”, anche se alcune critiche “non le condividiamo: parleremo con Amber, già lo facciamo e lo faremo sempre più”.

Sull’ipotesi di trasferimento del Tg5  da Roma a Milano nessuna decisione: “nel nostro piano ci sono ipotesi di efficientamento. Stiamo vedendo tutto ciò che si potrà fare. Ma sul Tg5 non è stata presa alcuna decisione”, ha detto Berlusconi. Sul tema, e’ intervenuto scherzosamente anche il presidente, Fedele Confalonieri: “lo dico off the record, se il Papa fa il sindacalista, la Camusso cos’e'?”.