28 giugno 2017 | 11:38

I giganti del web non falsino mercato, dice il presidente Agcm Pitruzzella dopo la multa Ue a Google. Servono regole equilibrate e non oppressive. Bisogna vigilare, ma attenzione a bloccare gli innovatori

“La concorrenza favorisce l’innovazione, ma va sanzionato chi sfrutta una situazione di controllo per bloccare l’innovazione di altri o impedisce ad altri di affermarsi e acquisire quote importanti di mercato”. Lo afferma il presidente dell’Antitrust, Giovanni Pitruzzella, in un’intervista al Messaggero, all’indomani della multa Ue da 2,4 miliardi nei confronti di Google.

Secondo il presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato “la sanzione Antitrust non deve demonizzare Google, che ha creato benefici sia per i consumatori che per le imprese ma naturalmente bisognerà approfondire altri ambiti di azione del gruppo”. ”La posizione dominante non è di per sè negativa”, ha spiegato Pitruzzella, sottolineando come “il nodo sta in quella speciale responsabilità che deve avere chi ha uno status di controllo del mercato”, che, nel caso dei motori di ricerca comporta “l’obbligo di avere lo stesso trattamento nei confronti di tutti i siti, senza appunto dare un vantaggio alle ricerche legate ai siti ‘di casa’”.

Giovanni Pitruzzella, presidente dell’Agcm (foto Olycom)

“In realtà, è un po’ tutto il mercato digitale oggetto dell’attenzione dell’Antitrust”, ha aggiunto ancora, “va bene vigilare, ma attenzione a bloccare gli innovatori. Da una parte vanno evitate delle barriere regolatorie, dall’altra va messo sotto la lente il tema dei big data”.

“I paletti ci vogliono, ma vanno messi con equilibrio”, ha detto ancora. “Pensiamo al rapporto tra i giganti della rete e gli editori tradizionali. Serve una tutela adeguata del copyright nel web per l’informazione tradizionale”. Gli strumenti sono “gli interventi dell’Antitrust e dei Garanti della privacy, ma forse”, sottolinea, servono anche “nuove regole”.

“Le regole”, ha concluso, “vanno rispettate da tutti”. “Ma le norme non possono essere oppressive”.