28 giugno 2017 | 18:23

L’assemblea dei soci approva l’aumento di capitale per 50 milioni al ‘Sole 24 Ore’. Modesto, secondo i Cdr del Gruppo. Moscetti: operazione che, insieme alla vendita della Formazione, ci consente di guardare al futuro con ottimismo. Fossa: valutiamo azioni su ex vertici

Giornata di assemblea per gli azionisti del ‘Sole 24 Ore’, chiamati, nella parte ordinaria, ad approvare il bilancio 2016, la politica di remunerazione, la nomina del segretario del cda e, in quella straordinaria, ad adottare i provvedimenti ex articolo 2447 del codice civile, compreso l’aumento di capitale.

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L’assemblea del ‘Sole 24 Ore’ ha approvato a maggioranza, con un solo voto contrario e alcuni astenuti, l’aumento di capitale da 50 milioni di euro destinato al rafforzamento patrimoniale del gruppo. L’aumento sarà sottoscritto per 30 milioni di euro da Confindustria, mentre i 20 milioni rimanenti sono coperti da un accordo di pre garanzia con Banca Imi per la formazione di un consorzio che sottoscriverà l’eventuale inoptato. Il gruppo aveva riportato perdite al 2016 e precedenti per 99,8 milioni di euro e nel primo trimestre 2017 per altri 25,9 milioni, per un totale di 125,8 milioni, coperti dalle riserve e dal pressoché totale azzeramento del capitale. L’aumento di capitale é previsto che venga effettuato entro meta’ novembre e comunque non oltre il 31 dicembre.

Sul tema della ricapitalizzazione si è aperto l’intervento di Giovanni Negri, che ha parlato a nome di tutti i Cdr del gruppo. ”La ricapitalizzazione oggi all’ordine del giorno è modesta nel volume, 50 milioni a fronte di un patrimonio netto negativo ai primi 3 mesi del 2017 di 48 milioni, sconcertante nei tempi, rischia di andare semplicemente a contribuire a ripianare il debito con le banche, discutibile nelle modalità, se allarghiamo l’attenzione a tutta l’operazione di rafforzamento patrimoniale”. Giudizio critico anche sulla recente cessione del 49% dell’area formazione. “Ai nostri occhi rischia di costituire un ulteriore impoverimento della società”, ha detto, citando i risultati registrati dall’area negli ultimi mesi.

“Si fa cassa con quel poco che è rimasto, magari per attenuare le difficoltà dell’azionista nel recuperare risorse”, ha ribadito, sottolineando come manchino però “progetti di rilancio, investimenti, attenzione al prodotto”. “Mancano decisioni all’altezza della situazione, solo richieste di tagli pesantissimi al personale, da quello giornalistico a quello grafico e poligrafico, pesanti riduzioni delle foliazioni, un generale clima di ridimensionamento che rischia di fare prendere, nell’ansia del risparmio, scelte avventate”, ha aggiunto citando come esempio la discussione sul formato del giornale. “Oggi torna d’attualità il mini tabloid”, ha detto, ribadendo che “una scelta così importante e definitiva non può essere determinata da una pura logica di risparmio, senza un’attenta considerazione delle conseguenze per lettori e pubblicità”, aggiunge ancora nell’intervento.

“Ora però serve una strategia chiara, portata avanti con determinazione e serietà. Servono un rilancio editoriale e un rilancio digitale, che ci propongano al mercato per quello che sappiamo fare e non per lo sfacelo degli ultimi anni. Siamo stufi di essere la notizia; noi le notizie vorremmo soltanto scriverle”, ha concluso.

Un’eventuale azione di responsabilità del ‘Sole 24 Ore’ nei confronti degli ex amministratori “di diritto o di fatto” del gruppo, secondo i Cdr, sarebbe “un segnale fondamentale di credibilita’ del nuovo corso societario”.

 

Dalla questione relativa a azioni di responsabilità nei confronti degli ex amministratore del gruppo e di risarcimento danni per Roberto Napoletano, è invece partito il presidente del Gruppo 24 Ore, Giorgio Fossa. “Non aspetteremo certo i tempi della magistratura che saranno lunghi; abbiamo già dato mandato all’a.d. di fare un audit che è in corso”, ha spiegato. “All’esito degli accertamenti le risultanze saranno valutate dalla società”. Su Napoletano ha poi precisato che “un consulente giuslavorista sta valutando se sussistano condizioni per azioni risarcitorie”.

Giorgio Fossa Presidente del Cda del Sole 24 Ore

Giorgio Fossa Presidente del Cda del Sole 24 Ore

Guardando ai conti dell’editrice Fossa ha poi detto “dovevamo metterla in sicurezza, intervenendo sui costi andati fuori controllo”. “Abbiamo bisogno di una solida base a cui ancorarci e non che si muova secondo le onde del mercato” ha aggiunto, specificando: “non possiamo aspettarci una crescita forte dei ricavi, per questo nel piano prevista una tenuta degli ultimi fatturati e siamo costretti a intervenire sui costi perché c’era uno spreco importante”.

Sulla cessione dell’area formazione ha poi affermato: “entreranno quasi 40 milioni, ciò permette di mettere una certa sicurezza su futuro azienda”. “70 milioni ritenevamo e riteniamo che siano sufficienti, ma è chiaro che con un polmone significativamente più grande abbiamo di fronte una situazione che ci dà maggiore tranquillità. E’ chiaro che l’area Formazione ha dei risultati importanti, ma non è detto in prospettiva non si possa crescere ulteriormente anche con il contributo dei soci”.

“Lavoriamo in un’ottica di medio e lungo periodo, io sono per guardare in avanti i prossimi 152 anni di questo gruppo saranno migliori di quelli appena trascorsi; ora ci sono tutti i mezzi necessari e da oggi spero anche quelli economici, per portare avanti un piano ambizioso. Non serve solo guardare al passato negativo; ma occorre una visione prospettica e positiva di quanto stiamo facendo”, ha detto l’ad, Franco Moscetti, che ha espresso un certo rammarico per il fatto che il lavoro “mostruoso” svolto in questi mesi non sia “adeguatamente apprezzato”.

 

“Stiamo lavorando a una migliore integrazione tra carta e digitale - ha aggiunto – ma non abbiamo la bacchetta magica rispetto ai ricavi. Grazie agli sforzi fatti pensiamo che anche i ricavi possano avere un trend positivo come ce l’hanno quello dei costi. Nel trimestre abbiamo migliorato notevolmente l’Ebita e nei due mesi successivi (aprile e maggio ndr) il miglioramento è stato ancora più consistente”. Sul fronte dei ricavi pubblicitari, ha detto poi il manager, nei primi quattro mesi si è registrato un calo del 14%, superiore a quello del mercato, pari al -11%, “anche in seguito ai giorni di sciopero”.

“Gli investimenti li faremo”, ha concluso Moscetti, “i giornalisti con il direttore propongano iniziative, con un sano rapporto di collaborazione possono nascere iniziative che avremo capacità e risorse per finanziare”. Nel ‘Sole 24 Ore’ entreranno, infatti, risorse per 90 milioni di euro “che ci fanno guardare al futuro con serenità e un certo ottimismo”.

“Il 15 novembre, quando scade lo stand still, avremo i soldi in tasca. Quindi l’aumento sarà concluso a fine ottobre”, ha detto ancora Moscetti al termine dell’assemblea. “Ormai l’offerta vincolante per la formazione l’abbiamo ricevuta. Il consorzio di garanzia delle banche è stato formalizzato, la delibera del consiglio generale di Confindustria è già vecchia di qualche settimana”, ha aggiunto.

“Dovremo investire in modo importante in tecnologie e software – ha detto – non giudico se Confindustria poteva mettere più o meno soldi, ma comunque ha fatto quello che le era stato chiesto di fare. Tutti i pareri dei consulenti ci dicono che un aumento di capitale da 50 milioni di euro più 20 di rafforzamento patrimoniale sono sufficienti, ora con la vendita della Formazione le risorse che mettiamo in azienda sono pari a 90 e non più a 70 milioni e ci fanno guardare al futuro con serenità e un certo ottimismo”.

Il manager ha anche aggiunto poi che il 5 luglio ci sarà un incontro al ministero del lavoro su poligrafici e grafici. “Non vogliamo fare macelleria sociale”.

 Passano con tre astenuti le modifiche statutarie e l’assemblea si conclude.

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