28 giugno 2017 | 18:04

Senza talenti anche il servizio pubblico soffre, dice il dg Orfeo alla presentazione dei palinsesti autunnali Rai. Fazio? Il suo è un contratto vantaggioso. Parole d’ordine: identità per le reti e pluralità dell’offerta. Piano news in arrivo il prima possibile

“La Rai ha scelto l’università Statale di Milano per presentare l’offerta autunno 2017 perchè questo luogo rappresenta in maniera simbolica due tratti distintivi di questo Paese la bellezza e la cultura”. Mario Orfeo ha aperto così il discorso con cui ha introdotto la presentazione dei palinsesti per la prossima stagione tv. Nel suo intervento l’ex direttore del Tg1, subentrato da poche settimane al dimissionario Campo Dall’Orto, ha difeso la scelta di Viale Mazzini di preservare i propri talenti televisivi. “Alcuni di questi grandi talenti che contribuiscono a fare della Rai la prima azienda nell’offerta di contenuti rischiavamo di lasciarci, non è successo perché ho avuto la ferma convinzione che sarebbe stato un colpo al cuore del servizio pubblico”, ha spiegato, sottolineando come dal suo punto di vista la sfida sia “difendere le loro competenze e il loro talento”.

“La scelta fatta io l’ho difesa dal primo giorno e la difendo più di ieri da attacchi strumentali”, ha aggiunto Orfeo perché “il nostro obiettivo è quello di moltiplicare il valore e i talenti della Rai e cominciare perdendo alcuni di questi sarebbe stato un danno”. “Con loro intendiamo costruire il futuro o con programmi diversi” che possono rispondere alle esigenze del servizio pubblico rappresentato “da 36 milioni di italiani” che seguono ogni giorno la Rai.

Mario Orfeo alla presentazione dei palinsesti Rai per la stagione autunnale 2017

“La Rai primeggia in tutto: negli ascolti, nella qualità e nel necessario passaggio a media company” ha aggiunto, elogiando il ruolo e sottolineando i successi dell’emittente pubblica: “Non credo esistano Paesi europei in cui il servizio pubblico abbia un ruolo così importante e competa sul mercato in maniera così vincente”.

La parola d’ordine quest’anno non è l’innovazione, che Orfeo ha definito “una parola un po’ abusata”. “Noi l’innovazione la facciamo”, ha detto portando come esempi la presentazione di pochi giorni fa dei canali digitali radio e dell’app Radio Rai, e del successo di Raiplay, che “però – ha ribadito – senza i contenuti di qualità delle reti sarebbe un’autostrada bellissima che non ci porta in nessun luogo”. Il dg ha voluto invece mettere l’accento sulla pluralità delle offerte televisive. “Un altro dei nostri obiettivi è dare un’identità più definita e forte alle nostre reti con i vari generi”. A partire dalla fiction: “Questo autunno sarà molto più ricca, avrà coproduzioni internazionali e una serie di impegno civile. La Rai deve essere il motore di un confronto, di una riflessione, di un pensiero”.

Oltre l’intrattenimento, per Orfeo centrale è anche il ruolo della cultura. “La cultura è diventata e sempre più sarà trasversale alle reti: non è un genere, quindi la troverete ovunque, da quella pop alla divulgazione scientifica, dalla storia all’arte, in una parola la bellezza”. “Vogliamo raccontare le bellezze dell’Italia, quelle che il mondo ci invidia, e non le racconteremo soltanto agli italiani, le esporteremo in tutti i Paesi del mondo”, ha rimarcato.

”C’è un impegno forte per riportare un grandissimo artista su Rai1″, ha anticipato. “Ci incontreremo presto per realizzare una di quelle serate che fa commuovere e divertire come lui sa fare. Parlo del premio Oscar Roberto Benigni”.

Nel suo intervento il dg ha poi affrontato alcune delle questioni più calde che hanno riguardato le trasmissioni e i conduttori di Viale Mazzini. A cominciare da Massimo Giletti che, dopo la chiusura della sua ‘Arena’, è dato in partenza. “Ci auguriamo tutti che Massimo possa accettare la nostra offerta e restare con noi”, ha detto Orfeo. “Abbiamo offerto a Giletti il sabato sera di Rai1: ci piacerebbe avere un trittico di intrattenimento che inizia venerdì con Conti, prosegue con Giletti e si conclude con Fazio”.

Nello specifico, Orfeo ha spiegato di aver proposto al conduttore 12 grandi eventi musicali: “Sul modello di quelli fatti con Mogol e Zucchero, che hanno tenuto testa o in alcuni casi battuto la concorrenza di Maria De Filippi. Abbiamo valutato che, essendoci criticità del sabato sera, quella poteva essere la soluzione migliore”. Ma il futuro di Giletti non dovrebbe restare legato solo all’ intrattenimento. “Visto che vuole mantenere la sua cifra giornalistica, gli abbiamo anche offerto di ripetere un’esperienza fatta con soddisfazione personale, dei reportage estivi dai fronti internazionali dove sono presenti contingenti italiani”.

Quanto alla chiusura dell’Arena, Orfeo ha aggiunto: “abbiamo voluto armonizzare i generi della domenica Rai, con più intrattenimento su Rai1, ma anche informazione con Cristina Parodi, giornalista di lungo corso; poi la satira di Luca e Paolo su Rai2; l’informazione con Lucia Annunziata su Rai3″.

“Quello di Fabio Fazio è un contratto vantaggioso per la Rai, perché ci consente di tenerlo in Rai e non solo”, ha detto poi il dg riferendosi al rinnovo dell’accordo con il conduttore. “Le cifre portano un vantaggio alla Rai in termine di valore del prodotto e di benefici economici. Fazio guadagna come l’anno scorso producendo più ore di programma e passando da Rai3 a Rai1, quindi le polemiche sono strumentali”. “Per quanto riguarda l’impegno con un’altra emittente tv corrisponde a verità, non era solo una peraltro. Finché la Rai non è stata in grado di offrire a Fazio il rinnovo del contratto altre emittenti hanno contattato Fazio e hanno offerto contratti molto più vantaggiosi rispetto a quello della Rai. Questo è facilmente verificabile e dimostrabile”, ha detto.

“Abbiamo avuto 189 ore di informazione in più rispetto all’anno precedente con gli approfondimenti e i nostri tg che sono i più autorevoli nel panorama nazionale. Perdonatemi il conflitto di interesse, il Tg1 delle 20 cresce in controtendenza rispetto a tutti i tg della concorrenza grandi e piccoli”, ha detto ancora Orfeo che in chiusura ha riservato una battuta sul nuovo piano delle news, che dovrebbe vedere la luce tra qualche mese.

“Il piano informazione presentato dal precedente direttore generale è stato bocciato dal cda, e non ha avuto sorte migliore, arenandosi, anche quello precedente di Gubitosi”, ha ricordato. “Bisognerà che la pratica sia ridiscussa e sia ripresentato il piano: ma sulla necessità che la Rai si doti di una razionalizzazione dell’informazione è sicuro e siamo tutti d’accordo, su come farlo bisognerà discutere e lavorare, sapendo che per i precedenti piani i tempi sono stati lunghi. Ma io non ho due anni per presentarlo, spero di lavorarci nei tempi più veloci possibili”, ha concluso, lasciando intendere che del nuovo piano farà parte Milena Gabanelli.