28 giugno 2017 | 16:22

Non partecipiamo più ai bandi per la posa della fibra ottica, minaccia l’ad di Tim, Flavio Cattaneo: sono costruiti ad hoc. Calenda: affermazioni gravi e inaccettabili

“Non partecipiamo più ai bandi perché riteniamo che siano costruiti in una certa maniera, se sono costruiti ad hoc penso che ognuno faccia il suo e per me possono pure darla senza bando a chi ritengono più opportuno”. Così l’ad di Tim Flavio Cattaneo in audizione alla Camera parlando dei bandi Infratel per la posa della fibra nelle aree bianche.

“Affermazioni gravi e inaccettabili tanto più in quanto rese in una sede istituzionale”. È la replica del ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda. “I bandi Infratel, a cui peraltro Tim ha partecipato insieme ad altri operatori, sono stati strutturati nel pieno rispetto delle regole nazionali ed europee. Sono certo – conclude Calenda – che la società tornerà immediatamente ad utilizzare, nei rapporti con il Governo, un linguaggio consono”.

Nella foto, a sinistra l’ad di Telecom Italia, Flavio Cattaneo; a destra il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda

Secondo quanto riferito all’Ansa da ambienti della società, le qualifiche richieste dai bandi Infratel non erano in linea “con la tecnologia Fiber-to-the-cabinet prevalentemente utilizzata da Tim quanto piuttosto, avendo introdotto requisiti in termini di upload, con quella Fiber-to-the-home”. E nemmeno “con le caratteristiche di Tim quale operatore integrato, circostanza che l’ha costretta a partecipare al primo bando attraverso una joint venture con quota minoritaria”. “Da qui – concludono le fonti – la decisione di Tim di non partecipare ai bandi”.

Sugli investimenti per la fibra nelle aree bianche, l’ad di Telecom Italia Flavio Cattaneo ha detto: “c’è disponibilità da parte di Telecom a discutere e parlare con il ministro in carica, Calenda, che è persona ragionevole, per vedere se ci sono elementi di convergenza, ma certo non possiamo venire meno nel fare gli interessi dei nostri azionisti e clienti. Vorrei ricordare che per il 24-25% l’azienda è di soci italiani, retail, sono milioni di italiani che hanno messo loro soldi in Telecom non è un elemento di poca rilevanza”.

“Dal 2014 a oggi la copertura in banda ultra larga – ha ricordato l vicepresidente di Tim, Giuseppe Recchi - è passata dal 24 all’attuale 66% e arriverà all’85% a fine anno. Nessuno investe come noi”. Mentre Cattaneo, anticipando i dati del trimestre, ha detto: Tim “è un’azienda che sta crescendo a numeri vertiginosi di clienti finali, vedrete anche questo trimestre”.

In audizione alla Camera Cattaneo ha parlato anche di Metroweb: “non l’abbiamo comprata perchè abbiamo ricevuto richieste irricevibili, di cedere in cambio del 51% di Metroweb la totalità di Sparkle, vale a dire una società che fattura 1,3 miliardi contro una che ha un fatturato di 100 milioni”. E aggiunge: “se l’avessi fatto mi sarei beccato una causa da tutti gli azionisti, sono cose che non si possono fare”. Quanto a Cdp “non abbiamo mai ricevuto la volontà di subentrare, conferire, ci è stato chiesto solo di dare Sparkle” in cambio della quota di controllo di Metroweb.

“Per Metroweb noi avevamo offerto di più, ma hanno deciso di darla a loro”, ha precisato il vicepresidente di Tim, ricordando la trattativa per l’operatore telefonico acquisito dall’Enel.