29 giugno 2017 | 15:30

Da Cattaneo dichiarazioni gravi e false, dice l’ad di Cassa Depositi e Prestiti, Gallia. Polemiche che distolgono dal vero problema: il ritardo del Paese sull’infrastruttura digitale

Dopo il ministro Calenda, anche Cassa Depositi e Prestiti contesta la ricostruzione fornita dall’amministratore delegato di Tim, Flavio Cattaneo, sulla gara per Metroweb. “Ieri abbiamo sentito dichiarazioni gravi e false”, ha detto l’ad di Cdp, Fabio Gallia, a margine di un evento a Milano.

Il numero uno della telco nel corso di un’audizione alla Camera aveva parlato di “richieste irricevibili” – confermabili da testimoni come ha ribadito anche la stessa Telecom -, in merito al tentativo di rilevare il 51% di Metroweb (ora OpenFiber dopo essere stata rilevata da Enel). Secondo Cattaneo in cambio della quota di controllo nella società sarebbe stato chiesto il 100% di Telecom Sparkle. “Se avessi fatto una cosa del genere, avrei preso un’azione di responsabilità”, ha detto Cattaneo, dal momento che il fatturato di Sparkle valeva in quel momento 13 volte più di quello di metro Web.

Fabio Gallia, amministratore delegato Cdp (Foto Olycom)

Gallia ha detto la sua anche in merito alle dichiarazioni sui bandi Infratel per l’ultra broadband nelle aree bianche, a fallimento di mercato, definiti sempre da Cattaneo, “costruiti ad hoc”. La polemica, ha replicato Gallia, “distoglie dal vero problema che è quello del ritardo dell’Italia nell’infrastruttura digitale, nonché dal fatto che OpenFiber ha avuto un ruolo cruciale nello stimolare la competizione e nell’avviare gli investimenti per la fibra”.