Protagonisti del mese

01 luglio 2017 | 10:37

Global Milan

“Innanzitutto, ci siamo mossi per fare in modo che il nostro calciomercato sia fatto in modo trasparente, alla luce del sole”, Fabio Guadagnini, direttore della comunicazione del Milan racconta come, con la nuova gestione, è cambiato il modo di relazionarsi della società rossonera con i media e con i tifosi.

“Casa Milan è diventata il punto di riferimento delle trattative, gran parte degli incontri con agenti e procuratori si svolgono qui e i giornalisti che costantemente piantonano la sede vedono chi entra e chi esce”, dice Guadagnini. “È un modo meno ‘lobbistico’ di gestire la campagna acquisti rispetto alla tradizione, che prevedeva luoghi riservati e grande segretezza”.

Fabio Guadagnini

“Credo molto nella comunicazione integrata, il messaggio deve essere indirizzato a tutti i livelli di relazione con gli stakeholder”, sottolinea il responsabile della comunicazione del Milan. “Uno di questi è la fan base, la comunità dei tifosi nazionale e internazionale, che noi consideriamo un asset, un punto di riferimento primario della società. Consideriamo gli appassionati quasi dei piccoli editori di riferimento, con cui dobbiamo comunicare, interagire, aggiornandoli sulle attività del club. Quando lavoravo a Sky, l’amministratore delegato diceva che non avevo solo un editore di riferimento, cioè Rupert Murdoch, ma milioni di piccoli editori: gli abbonati che ogni mese pagavano. Di conseguenza, la nostra comunicazione è molto più social, anche se non prescinde ovviamente dai media tradizionali o ufficiali come giornali e siti web”.

A proposito dei rischi che l’uso dei social può presentare, Guadagnini afferma: “La grande emancipazione che il pubblico ha ottenuto con il digitale va vista come una conquista. Certo, puoi essere esposto a un linguaggio più radicale e diretto, soprattutto quando si presentano delle criticità”. In ogni caso, aggiunge, esclude decisamente il pericolo di condizionamenti da parte degli ultras: “No, perché la società ha un profilo e un background solidi a sufficienza per fare da filtro. Non si fa certo guidare nelle sue scelte”.

L’articolo è sul mensile Prima Comunicazione n. 484 – Giugno/Luglio 2017

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