03 luglio 2017 | 10:57

Senza tagli non ci può essere sviluppo. L’ad Franco Moscetti in un’intervista al ‘Corriere della Sera’ ritorna sulla strategia di rilancio del ‘Sole 24 Ore’, dopo il via libera all’aumento di capitale. Difficile trovare nuovi ricavi solo con il giornale

“Impossibile avviare una strategia di sviluppo senza aver fatto prima pulizia in casa”. Così l’ad del Gruppo 24 Ore Franco Moscetti in un’intervista al ‘Corriere della Sera’ risponde a una domanda sulla necessità dei tagli. E ancora: “ristrutturare significa tagliare i costi per migliorare l’efficienza e porre le basi per lo sviluppo”.

“Non sono per la macelleria sociale – precisa – ma va trovato un equilibrio tra le esigenze di chi lavora nel Gruppo e la necessità di un’azienda alle prese con importanti problemi da risolvere per garantire la continuità. Al 30 giugno 2019 sono previsti risparmi strutturali del 30% sul costo del lavoro. Me ne sono assunto la responsabilità”.

Franco Moscetti

Bilancio 2016 e primo trimestre 2017. “In questi sette mesi con il presidente Giorgio Fossa abbiamo fatto un lavoro per poter tornare a impostare un percorso di crescita”, prosegue Moscetti. “Abbiamo agito sulla redditività, sui ricavi, sui margini, e naturalmente sull’organizzazione e sui processi. Abbiamo fatto ordine nelle diverse aree di business ed i risultati iniziano a vedersi”.

“I 40 milioni che incasseremo” dalla vendita dell’area formazione ed eventi insieme alla Business School 24 Ore “sono tutta plusvalenza”, ribadisce Moscetti, sostenendo che così è come se “i 50 milioni di aumento di capitale”, approvati insieme al bilancio dall’assemblea dei soci, diventassero “in realtà 90”.

Moscetti, che dice di aver “accettato l’incarico con lo spirito del civil servant e l’idea di voler salvare un pezzo della storia economica di questo Paese”, spiega anche che, “il primo semestre del 2017 è stato dedicato alla riduzione dei costi, nel secondo ci dedicheremo di più allo sviluppo dei ricavi: nei primi 3 mesi il fatturato è calato di 9 milioni per i minori investimenti pubblicitari, ma abbiamo migliorato di 3,1 milioni l’Ebitda rispetto all’anno precedente. L’azienda è diventata più efficiente e i prossimi trimestri lo confermeranno”.

Carta stampata e digitale. “Difficile trovare nuovi ricavi solo con il giornale”, secondo Moscetti, anche se “resta un fondamentale strumento per creare fiducia nel lettore e rafforzare la brand reputation per poter esplorare altri ambiti. Il Gruppo non ha solo il quotidiano ma anche la Radio, l’agenzia di stampa, la divisione Tax & legal, la formazione, la cultura”.

Sul digitale : “quello che nasce su carta deve continuare a vivere online con continui aggiornamenti. Cambiando il modo e il tempo di fruizione di una notizia però anche la produzione deve adeguarsi. Investire nel digitale vuol dire migliorare i prodotti e utilizzare i big data per profilare meglio i nostri lettori e abbonati. Il futuro per i media è anche questo, non solo la carta”.