04 luglio 2017 | 15:21

Nutrizione e medicina del futuro al centro della XIII edizione di The Future of Science. Primo appuntamento dopo la scomparsa di Umberto Veronesi per la conferenza mondiale promossa dalla sua Fondazione

Nutrizione e medicina del futuro per rimettere la scienza al centro della vita sociale e del dibattito culturale e politico del Paese. Presentata la XIII edizione di The Future of Science, dal titolo The Lives to Come, la conferenza mondiale promossa dalla Fondazione Umberto Veronesi, dalla Fondazione Giorgio Cini e dalla Fondazione Silvio Tronchetti Provera, che si svolgerà il 21-22 settembre a Venezia sull’Isola di San Giorgio presso la sede della Fondazione Cini. The Future od Science è un’iniziativa realizzata con il sostegno di Pirelli, Novartis, Kedrion Biopharma e Nestlé.

Nella foto: Paolo Veronesi, Chiara Tonelli, Serena Scarpello, Marco Tronchetti Provera e Giovanni Bazoli

Dal vaccino che possa combattere il cancro agli alimenti in grado di prevenire patologie, dai nuovi metodi che ci permetteranno di curarci tra vent’anni al rapporto tra scienza, società, etica e poteri decisionali. Sono solo alcuni dei temi che saranno al centro della prossima edizione di ‘The Future of Science’, la prima dopo la scomparsa di Umberto Veronesi, presentata oggi da: Chiara Tonelli, presidente di The Future of Science e prorettore alla Ricerca dell’Università degli Studi di Milano, Paolo Veronesi, presidente della Fondazione Umberto Veronesi, Giovanni Bazoli, presidente della Fondazione Giorgio Cini e Marco Tronchetti Provera, presidente della Fondazione Silvio Tronchetti Provera.

Appuntamento a giovedì 21 settembre, dunque, per un’iniziativa, voluta già dal 2005 da Umberto Veronesi, e che anche quest’anno vedrà riunite alcune delle maggiori menti scientifiche del mondo. Presenti, tra i relatori: Kathleen Kennedy Townsend, vicepresidente di Science for Peace, nonché prima donna nominata vicegovernatore del Maryland, con uno speech sul ruolo della scienza all’interno delle decisioni politiche; Helga Nowotny, professor emerita of Social Studies of Science, Eth Zurich, e Giuseppe Testa, professore di Biologia Molecolare all’Università degli Studi di Milano, che parleranno rispettivamente del rapporto tra scienza e società e di quello tra scienza ed etica; Alberto Mantovani, direttore scientifico dell’Istituto Clinico Humanitas, che affronterà l’argomento cancro e immunità; Shreeram Aradhye, global head of medical affairs e chief medical officer di Novartis Pharmaceuticals, Pierre Broun, direttore plant science research unit di Nestlè; Stephen Long, professore di Scienze delle Coltivazioni all’Università dell’Illinois; Gianni Letta, presidente di Associazione Civita, interverrà nelle opening lectures.

Sul sito verrà pubblicato il programma dettagliato dell’evento.

Umberto Veronesi

Umberto Veronesi, creatore della fondazione omonima per la ricerca scientifica (foto Olycom)

“I temi che tratteremo sono quelli che Veronesi aveva riconosciuto come prioritari già diversi anni fa”, ha spiegato Chiara Tonelli. “La nutrizione come elemento di prevenzione delle malattie e di supporto alle cure”, per esempio, “è stata al centro degli interessi di Umberto negli ultimi dieci anni di attività”. Tonelli, che ha ricordato Veronesi come “difensore dei diritti civili, uomo di pace, comunicatore, ma soprattutto grande difensore della scienza e del metodo scientifico”, ha ricordato anche il suo impegno “affinché la scienza uscisse dai laboratori per entrare nel grande tempio dell’umanità, perché possiede quel linguaggio universale che permette il dialogo anche laddove pare impossibile”.

“Innovare e fare ricerca, sia per le imprese private che per quelle pubbliche, è essenziale”, ha sottolineato Marco Tronchetti Provera. “In ogni disciplina e area di attività investire in questa direzione significa mantenere alto il livello di competitività e quindi avere maggiori vantaggi sui mercati rispetto ai concorrenti. È necessario pertanto uno sforzo collettivo – pubblico e privato – per far sì che l’Italia ricopra un ruolo primario nel panorama mondiale”.

“Per non farci cogliere impreparati – ha affermato Paolo Veronesi – occorre sostenere la ricerca, ma pure rendere la società informata sul piano scientifico, attraverso una divulgazione equilibrata e corretta. Per troppo tempo la scienza è stata relegata in un angolo. È arrivato il tempo di rimetterla al centro del dibattito pubblico e il convegno avrà soprattutto questo obiettivo”.

Secondo Veronesi, quelli “offerti dalla Rete sono strumenti preziosissimi, se usati in maniera adeguata, contro la disinformazione e la mancanza di cultura scientifica”. E l’impegno più grande oggi deve essere quello di “creare cultura dal basso, a partire dalle scuole”. In futuro, infatti, “avremo sempre più bisogno di persone informate capaci di prendere scelte dettate non dalla paura ma dalla razionalità e dalla conoscenza”.

“Il confronto multidisciplinare favorisce la valutazione dell’impatto della scienza e della tecnologia sulla società”, ha concluso Giovanni Bazoli. “Non si può andare avanti se non con uno sforzo congiunto, che crei sinergie tra le parti coinvolte. Anche il ruolo della scienza nelle decisioni politiche ed etiche e il suo rapporto con la società acquisterà sempre più importanza alla luce delle nuove scoperte”.

Tutte le informazioni sul sito http://www.thefutureofscience.org/