06 luglio 2017 | 18:16

La pay classica si è fermata, puntiamo su digitale, web e radio. Pier Silvio Berlusconi annuncia: acquistati il canale 20 dtt e Radio Subasio. Per la Champions League Mediaset giocherà la sua partita senza escludere la condivisione dei diritti. La Rai? Realtà ibrida che turba il mercato

“La pay classica, con costi di abbonamento mediamente alti e tanti canali lineari, si è un po’ fermata. Noi pensiamo che il mercato pay sia destinato a non crescere o a crescere pochissimo. E’ un settore che vive di avvenimenti sportivi che costano tantissimo. L’evoluzione di Premium va verso Infinity, ma parliamo di svariati anni”. Alla presentazione dei palinsesti a Montecarlo, il vicepresidente e ad Mediaset Pier Silvio Berlusconi ha tracciato in parte la strategia della tv di Cologno per il futuro, tra digitale terrestre, internet e radio, mettendo in secondo piano l’offerta pay. E non è un caso che le ultime mosse del Biscione si siano orinetate verso nuove acquisizioni su radio e ddt. “Abbiamo completato il closing per l’acquisto del canale 20 del dtt che ora fa parte di Mediaset”, ha annunciato Berlusconi. “E’ già in onda una programmazione di continuità, nell’arco dell’autunno verrà lanciata una programmazione nuova”, ha spiegato ancora, aggiungendo che è stato anche chiuso l’accordo per l’acquisto di Radio Subasio che “rende la nostra offerta radiofonica ancora più completa”. “Attendiamo l’ok definitivo dell’Autorità”.

La mancata acquisizione di Premium da parte di Vivendi ha lasciato il segno, non solo per il danno economico, calcolato intorno ai 350 milioni, ma anche per la difficoltà a chiudere quegli accordi che apparivano strategici per rimanere vivi in un settore che – come ha spiegato Berlusconi – “vive di diritti sportivi, ormai diventati costosissimi”. “Su Vivendi non ci sono novità, né trattative, la vicenda avanza sotto il profilo giudiziario”, ha detto, aggiungendo, sui possibili intese con Telecom che “il comportamento di Vivendi ha messo in imbarazzo sia noi che Telecom. C’è un buon rapporto con loro e io non escludo accordi, ma oggi è tutto più difficile anche per i possibili incroci all’attenzione dell’Autorità”.

La presentazione dei palinsesti per la prossima stagione di Mediaset

“Abbiamo ancora la Champions per un anno, poi ci dirigiamo verso un’offerta a pagamento che vive su canali Over the top”; ha spiegato Berlusconi, ribadendo comunque che “Premium continua a lavorare e anche sulla serie A siamo in gioco”. “Non abbiamo partecipato alla prima asta perché consideravamo inaccettabile quella divisione dei pacchetti, il pacchetto per il digitale era insufficiente. La prossima volta giocheremo la nostra partita”. Per la stagione alle porte non è escluso che si raggiunga un accordo di condivisione dei diritti, eventualmente anche con Sky che “potrebbe essere interessata ad avere i diritti con un anno di anticipo”.

“La nostra avventura nella pay è partita con un obiettivo difensivo – ha ricordato -, quando avevamo tanta banda del digitale terrestre che non sapevamo come utilizzare e tutti i dati parlavano di pay in crescita. Nei primi anni le cose sono andate bene, poi c’è stato un momento di stallo in cui ci siamo detti: o molliamo o facciamo il salto. La mossa di sviluppo non ha funzionato come si pensava perché il mercato pay non è cresciuto: siamo fermi a 6,5 milioni di abbonati totali tra noi e Sky, la metà delle stime che circolavano. Sapevamo comunque che la pay non sarebbe mai stata il nostro core business, abbiamo dunque fatto un accordo con Vivendi ed è successo quello che è successo. Noi eravamo usciti dal settore”. “Da una fase in cui il numero di abbonati era la priorità, ora stiamo lavorando per massimizzare il margine &ndash ha aggiunto Marco Giordani, presidente di Mediaset Premium -. Nel primo trimestre i ricavi della pay tv sono in calo e il trend proseguirà nel corso dell’anno, anche perché abbiamo ad esempio eliminato il pacchetto bambini. A breve lanceremo una nuova politica commerciale che mostrerà il listino tra un anno anche senza Champions. Ci aspettiamo un miglioramento dal punto di vista del margine, ma un calo di abbonati”.

Ad illustrare lo sviluppo dell’offerta digitale, anche attraverso il nuovo servizio Mediaset play per vedere i programmi Mediaset dove e quando si vuole, il direttore Business Digital Pier Paolo Cervi. “Stiamo costruendo un servizio che offra le potenzialità del mondo pay, ma che sia free e fruibile con la massima semplicità senza decoder o parabole”. Sarà possibile, ad esempio, utilizzando il normale telecomando sulla smart tv, far ripartire il programma in diretta dall’inizio o visualizzare un programma in tv lanciandolo dal telefonino. Altro nuovo servizio è Chatbot, che consentirà di interloquire in chat con un robot per avere informazioni sul meteo o su singoli programmi.

La Rai è stata oggetto di una frecciata da parte di Pier Silvio Berlusconi, che parlando del contratto di Fabio Fazio, ha spiegato: “La Rai, che è una realtà ibrida perché vive di canone e di pubblicità, turba il mercato ed è un problema per tutte le realtà editoriali. E’ l’unico caso rimasto in Europa”.

“Quest’anno però contiamo di tornare all’utile. Per parlare di dividendi è ancora troppo presto”, ha detto poi  Pier Silvio Berlusconi parlando dei conti. “Il mercato pubblicitario – ha proseguito – è in una fase estremamente complicata, scende peggio delle aspettative. In questa situazione noi chiuderemo il semestre intorno al +2% e tutte e tre le attività (tv , radio e web ) avranno il segno più davanti”. “La radio – ha aggiunto – è la fascia di mercato che cresce di più. Se abbiamo fatto queste nuove acquisizioni è perché ci aspettiamo un impatto positivo, anche se è difficile che sia così immediato. In ogni modo siamo in linea con i costi e le quote di mercato pubblicitario esposte nel piano di Londra”.