10 luglio 2017 | 8:15

Ritorna a fine mese Capalbio libri. Rifiutati 107 titoli per l’edizione che sarà la “saga dei direttori”. Otto i volumi da presentare, tre i ministri che interverranno

Luogo ormai letterario per le sue celebri frequentazioni, Capalbio celebrerà dal 29 luglio al 5 agosto la undicesima edizione del festival intitolato al comune grossetano: ‘Capalbio libri’.

Come di consueto il borgo medievale e la teatrale piazza Magenta saranno il palcoscenico di questa manifestazione ideata più di un decennio fa da Andrea Zagami e organizzata dall’agenzia di comunicazione integrata Zigzag in partnership con l’amministrazione comunale.

“Abbiamo rifiutato 107 libri”, dice con malcelata soddisfazione Andrea Zagami che parla di questa edizione come di “una saga dei direttori” (saranno infatti presenti Enrico Mentana, Tommaso Cerno e Maurizio Molinari) ma poi preferisce cedere la parola a Denise Pardo, direttore editoriale, che nell’ultimo biennio ha curato la tutt’altro che facile scelta di libri e autori.

“Presentiamo otto libri, uno per sera e interverranno tre ministri”, dice Denise Pardo. I ministri – Dario Franceschini, Carlo Calenda e Roberta Pinotti – sono chiamati a ragionare sul “piacere di leggere”, gusto che qualcuno teme essersi perso ma che invece pare resistere alle tempeste tecnologiche molto più dei suoi necrofori.

Otto libri e otto autori ma un solo testo di letteratura (quello di Alberto Asor Rosa), tutti ben conosciuti: da Maurizio Molinari (‘Il ritorno delle tribù. La sfida dei nuovi clan all’ordine mondiale’, Rizzoli) ad Alan Friedman (‘Questa non è l’America’, Newton Compton), da Asor Rosa (‘Amori sospesi’, Einaudi) a Giovanna Pancheri (‘Il buio su Parigi. Oltre la cronaca nei giorni del terrore’, Rubettino), da Veronica De Romanis (‘L’austerità fa crescere. Quando il rigore è la soluzione’, Marsilio) a Marco Damilano (‘Processo al nuovo’, Laterza).

Saggistica quindi di buon livello che smentisce un altro luogo comune, e cioè quello che la immagina come genere poco interessante dal punto di vista dell’industria editoriale.

Chiamati, tra gli altri, a partecipare ai dibattiti sotto il cielo stellato maremmano il giornalista cinese Zhan Lei, corrispondente del ‘Quotidiano del Popolo’ e Teresa Cremisi, grande dama della letteratura che ha lavorato molto – e continua a farlo – con editori francesi del calibro di Gallimard e Flammarion.