13 luglio 2017 | 16:15

Dal 4 al 7 settembre in onda su Rai1 ‘Nel nome del popolo italiano’, serie di docu-film per raccontare le storie di Vittorio Occorsio, Piersanti Mattarella, Marco Biagi e Natale De Grazia

Natalia Lombardo – Quattro persone che hanno perso la vita per aver servito lo Stato, combattuto la mafia o cercato la verità, guardato avanti nello sviluppo del mondo del lavoro, o inseguito nel mare l’ombra di chi lo stava avvelenando. In quattro docu-film la Rai racconta le storie di Vittorio Occorsio, Piersanti Mattarella, Marco Biagi e Natale De Grazia, che saranno trasmessi in prima visione, un giorno per ognuno, dal 4 al 7 settembre in seconda serata su RaiUno.

Un momento della conferenza stampa di presentazione

Il ciclo ‘Nel nome del popolo italiano‘, prodotto da Gloria Giorgianni per Anela, con Tore Sansonetti e Carlotta Schininà e con Rai Cinema e Rai Com, fa parte del filone storico-civile già avviato dalla Rai, “e raccontare quattro servitori dello Stato che hanno dato la loro vita è un dovere per noi come servizio pubblico”, commenta Paolo Del Brocco, presidente di Rai Cinema alla conferenza stampa a viale Mazzini (assenti i vertici, sia la presidente Maggioni che il dg Orfeo).

Un racconto mirato, e questa è la novità, alla formula televisiva del docu-film, con tante immagini di repertorio anche privato e attori-narratori che danno voce alle testimonianze dei parenti. Soprattutto dei figli o dei nipoti, delle giovani generazioni a cui è rivolto lo stesso ciclo che, infatti, dovrebbe girare nelle scuole.

Da sinistra: Massimo Poggio, Gian Marco Tognazzi e Dario Aita

Le storie sono quelle di Vittorio Occorsio, giudice ucciso nel 1976 dalle organizzazioni neo fasciste, per la regia di Gianfranco Pannone e l’attore Gian Marco Tognazzi. Fu il primo magistrato ad occuparsi della P2, dei rapporti tra terrorismo nero, massoneria e apparati deviati del Sifar. Un secondo doc racconta Piersanti Mattarella, presidente della Regione Sicilia ucciso dalla mafia nel 1980 a Palermo nella tragica stagione della “guerra di mafia” che vide cadere i tanti che la combatterono; la regia è di Maurizio Sciarra, l’attore narrante il giovane Dario Aita, con la partecipazione di Mimmo Cuticchio.

Un’altra figura è quella di Marco Biagi, l’economista freddato dalle Nuove Brigate Rosse a Bologna nel 2002, del quale viene rivelato anche il personaggio attraverso meteriale inedito e privato fornito dalla moglie; la regia è di Gianfranco Giagni, l’attore Massimo Poggio.

Con la regia di una donna, Wilma Labate, la storia di Natale De Grazia, capitano di fregata che lottò contro il traffico dei rifiuti tossici e radioattivi (lo stesso filone sul quale indagava Ilaria Alpi, spiega la regista) e fu avvelenato. A raccontarne la storia è Lorenzo Richelmy, anche lui attore molto giovane. Insomma, quattro “eroi nazionali”, dei quali però viene scoperto anche il lato umano, tanto forte quanto silenzioso, di “uomini normali”.