17 luglio 2017 | 10:45

Oath, il brand nato dall’acquisizione di Yahoo da parte di Verizon, è stato presentato al mercato italiano. Christina Lundari: sotto Oath oltre 50 brand editoriali e tecnologici

Oath, il brand nato a seguito del processo di acquisizione di Yahoo da parte di Verizon ( e che racchiude sotto di sé più di 50 realtà media & tech tra cui cui AOL, Yahoo Sports, Yahoo Finance, HuffPost, TechCrunch, Tumblr, ONE by AOL) si è presentato al mercato italiano con un evento alla Triennale di Milano.

Christina Lundari, General Manager di Oath Italia

Christina Lundari, General Manager di Oath Italia

“L’idea di Oath nasce qualche anno fa in una riunione tra i vertici aziendali di AOL e Verizon, che all’epoca era il principale cliente di AOL. Durante questa riunione Tim Armstrong e Lowell McAdam, CEO delle rispettive company, hanno compreso che trasformare la relazione commerciale in un legame più solido sarebbe stato vantaggioso per entrambe le società. E questo perché esistevano i presupposti per uno scambio di valore tra le due parti più paritetico – combinare le attività delle rispettive società è sembrata una logica evoluzione e quasi una necessità per la crescita di entrambe le realtà”, dice Christina Lundari, General Manager di Oath Italy. “L’evoluzione è avvenuta per gradi. Quando questa conversazione ha avuto luogo, AOL aveva già alle spalle un lungo percorso di acquisizioni sul fronte editoriale e quello tecnologico, ma non disponeva in quegli anni di una presenza globale, né di un patrimonio solido di dati. Verizon dal canto suo coltivava grandi ambizioni di crescita ed era pronta a superare i confini del mondo delle telecomunicazioni. Per un’azienda lungimirante come quella, le sinergie e le prospettive offerte da AOL sono sembrate molto allettanti sul piano della comunicazione e dell’interazione con i consumatori.

Verizon è entrata quindi nel mondo della comunicazione digitale attraverso l’acquisizione di AOL, nel 2015. Sempre nel 2015 AOL ha siglato una partnership decennale con Microsoft per aggiungere ulteriore valore alla propria posizione espandendosi all’esterno degli Stati Uniti e acquisendo dati di indubbia qualità.  Il passo successivo, il più recente, ha riguardato l’acquisizione di Yahoo, scelta che ha apportato un ulteriore ampliamento dell’audience di riferimento, ancora una volta con riflessi positivi anche sul patrimonio di dati”, prosegue Lundari, “Verizon entra quindi in possesso di due media technology company. Dalla fusione dei due nasce Oath – guidata dallo stesso Tim Armstrong.

“Per quanto riguarda il nostro nuovo nome, inizialmente abbiamo pensato per i non anglofoni non fosse esattamente il nome più facile da pronunciare. Superato l’impasse linguistico, non è stato difficile convincerci che si tratta di un nome bello, ricco di significato e in qualche modo anche impegnativo, responsabilizzante. Il giuramento è l’impegno più grande che un essere umano può prendersi. Nel nostro caso presuppone un impegno molto serio da parte dell’azienda verso tutti i suoi interlocutori – i consumatori, gli inserzionisti, gli editori e le agenzie”, conclude la General Manager di Oath Italy, “In ogni caso, l’importante è che questo nuovo nome lasci il segno perché riflette perfettamente il momento storico in cui si trova l’azienda. Oath ha ambizioni di crescita”. “Sotto questo nuovo nome confluiscono oltre 50 brand editoriali e tecnologici che prima facevano capo a AOL e Yahoo. Questo insieme di proprietà oggi raggiunge 1.2 miliardi di consumatori nel mondo, circa un terzo del totale degli utenti online. La cosa forse più importante ancora è che il patrimonio di dati “certificati” che Verizon può offrire è il più ampio al mondo”.