18 luglio 2017 | 18:25

Il patrimonio dell’ecommerce è la possibilità di profilare i clienti. Al Netcomm Focus Lifestyle sfilano i campioni made in Italy. Prodotti personalizzati e localizzati la sfida per chi vuole crescere. Con un occhio di riguardo alla Cina (INFOGRAFICHE)

di Matteo Rigamonti – Il vero patrimonio per chi vende prodotti online è la “possibilità di profilare, conoscere e servire i clienti” secondo il loro comportamento d’acquisto, meglio se anticipandone i desideri. Così il presidente di Netcomm Roberto Liscia in occasione del primo Netcomm Focus Lifestyle alla Borsa di Milano, organizzato insieme a Contactlab e Pambianco, e dedicato in particolare ai settori moda, bellezza e design.

Dopo Roberto Liscia sono intervenuti: Marco Pozzi, senior advisor di Contactlab, Simone Zucca, sector leader retail fashion luxury & finance di Google Italia, e Francesco Magagnino, innovation leader di Accenture Interactive.

Roberto Liscia

In Italia, ha ricordato il presidente di Netcomm – che dispone  dei dati di un panel di 33 campioni del made in Italy dal 2013 ad oggi – sono “21 milioni i clienti che comprano online”, pari a una “crescita del 26%” negli ultimi due anni; mentre “le famiglie che acquistano crescono addirittura del 28%”. Tanto che in “una famiglia su due c’è già almeno una persona che è in grado di acquistare online”.

 

Secondo Liscia, “la scommessa dell’ecommerce nel lungo termine” è senza dubbio la possibilità di “profilare clienti”. Altrimenti, ha aggiunto, non si spiegherebbe come mai, per esempio, i big delle calzature sportive possano arrivare a spendere fino a un miliardo in applicazioni di fitness: “è per sapere cosa facciamo una volta che, calzate le nostre scarpe da corsa, usciamo di casa, se andiamo al bar oppure cominciamo a correre, dove, come e per quanto tempo”.

Non è un caso, infatti, che, secondo quanto registra Netcomm, l’81% di chi compra online è poi nuovamente raggiungibile da chi vende, contro il 31% degli acquisti tradizionali. E c’è anche una “correlazione tra crescita delle vendite e capacità di gestire quelle online” tra chi ha già scommesso sull’ecommerce.

Secondo quanto registra Netcomm, il valore degli acquisti online a livello globale raggiungerà a fine anno i 391 miliardi di dollari per il fashion, gli 84 miliardi per il beauty e i 133 per il design, che sono tra i settori più performanti. Mercati, come la Cina, il Messico, l’Indonesia, il Giappone e altri ancora dove l’export del made in Italy dovrà sapersi rivolgere nei prossimi anni. Ma l’eshopping vale ancora il 7,5% del mercato globale.

La sfida dell’ecommerce e del digitale, ha aggiunto il presidente di Netcomm, è “mantenere l’esperienza di acquisto” anche quando ci si trova di fronte a fenomeni come “l’uberizzazione del vestito” oppure “l’immersive retail”, sempre più diffusi tra chi ha scelto di praticare lo shopping online.

“Organizzazione, tecnologia e dati sono i driver della trasformazione in atto”, ha concluso Liscia, “ma al centro ci sono sempre le persone con le loro competenze”. Motivo per cui, dal 27 al 29 settembre, Netcomm ha in calendario un campus dedicato alle best practice dell’ecommerce a Lecce.

Una delle frontiere potenzialmente più redditizie secondo Marco Pozzi, senior advisor di Contactlab, è l’export, in particolare la Cina; mentre un fronte sul quale l’ecommerce deve crescere è la “localizzazione e personalizzazione dei contenuti”. Appurato, invece, sembra essere il fatto che “il consumatore multicanale ha una spesa annua superiore al cliente monocanale”.

 

Marco Pozzi

Nell’era dell’ecommerce la “conversazione rimane fondamentale”, ha ricordato Simone Zucca, sector leader retail, fashion luxury & finance di Google Italia, spiegando come troppo spesso la “fretta di comprare subito online” vada a discapito “di un’altra importante esigenza come quella della personalizzazione, di avere prodotti customizzati”. Sfociando talvolta addirittura in un “comportamento quasi ossessivo e compulsivo”.

Simone Zucca

Francesco Magagnino, innovation leader di Accenture Interactive, ha invece precisato cosa si aspetta chi compra online: un’esperienza che sia “ricca”, per esempio di immagini, “immersiva”, secondo le possibilità offerte dalla realtà virtuale, “intima”, per tutto ciò che sarebbe in grado di predire l’intelligenza artificiale, ma anche “naturale”, proprio come il più tradizionale degli acquisti.

Francesco Magagnino

Cataloghi 3D, commessi virtuali e negozi interattivi, dove provare il vestito che poi si compra online, sono il futuro per i retailer italiani, secondo Netcomm, che ha evidenziato come altrove, all’estero, siano spesso già realtà. In, talvolta, ancora sconosciute.

Il Netcomm Focus Lifestyle si è concluso poi con tre tavoli dedicati rispettivamente a grandi brand e nuovi attori, strategie digital nel settore del design e nuovo approccio al marketing. Ecco chi c’era:

‘Nuovi modelli di business e strategie omnichannel: la prospettiva di grandi brand e nuovi attori’ con: Marco Formento, responsabile digitale Condé Nast Italia; Roberto Serafini, dg L’Oréal Italia; Alessandro Varisco, ad Twin-set; Valentina Visconti, country manager Italy vente-privee e Privalia.

Marco Formento, Roberto Serafini, Alessandro Varisco, Valentina Visconti

Secondo Formento, responsabile digitale di Condé Nast Italia un fattore decisivo nella trasformazione digitale in corso è la “velocità” nel recepire i cambiamenti in atto, anche nell’ecommerce.

Marco Formento, responsabile digitale Condé Nast Italia (Foto: Primaonline.it)

‘Le strategie digital nel settore del design’ con: Barbara Corti, chief digital officer worldwide Flos; Karim El Saket, founder and co-ceo Dalani; Daniele Lago, ad Lago; Biagio Stasi, chief digital officer Hearst Magazines Italia.

Barbara Corti, Karim El Saket, Daniele Lago, Biagio Stasi

Di fronte alla rivoluzione digitale in atto e all’avvento dell’ecommerce “cambia il ruolo dell’editoria”, secondo il chief digital officer di Hearst Magazines Italia. “Dobbiamo diventare partner nel percorso di storytelling, che poi è ciò che abbiamo sempre fatto e sappiamo fare”. “Dobbiamo mettere a disposizione la nostra esperienza in quella parte che manca al mondo del design”.

Biagio Stasi, chief digital officer Hearst Magazines Italia (Foto: Primaonline.it)

‘Il nuovo approccio al marketing e alla relazione tra azienda e cliente’ con: Monica Gagliardi digital manager Ovs; Giuseppe Grandinetti responsabile digital Vibram; Elisabetta Marangoni, global medi & digital director Pupa.

Monica Gagliardi, Giuseppe Grandinetti, Elisabetta Marangoni

Nel pomeriggio, per parlare di digital export in Cina: Albert Antonini Mangia, marketing manager Alibaba Italia; Andrea Ghizzoni, head of Europa WeChat; Mattia Mor, head of Europe Mei.