24 luglio 2017 | 10:52

Oggi a Roma il Cda per l’uscita di Cattaneo da Telecom Italia. Smentiti dall’azienda scontri con il Governo

Sarà un Cda organizzato nel tardo pomeriggio a Roma – preceduto da una riunione del Comitato Nomine in mattinata – a sancire definitivamente il divorzio tra Telecom Italia e l’attuale capo azienda, Flavio Cattaneo. In merito alle motivazioni dietro il nuovo cambio al vertice che si profila, domenica 23 luglio la società delle tlc ha fornito in una nota una versione differente rispetto alle indiscrezioni circolate nelle ultime settimane. L’uscita di Cattaneo non sarebbe legata a una rottura del rapporto fiduciario tra l’ad e l’azionista di maggioranza (Vivendi, 23,9%), quanto piuttosto “alla presa d’atto degli importanti risultati raggiunti in anticipo rispetto al Piano che consentono di iniziare una nuova fase”.

Flavio Cattaneo (foto Olycom)

Sempre durante il fine settimana sono poi arrivate le smentite legate a supposti scontri tra azienda e Governo. La questione è sempre quella dei bandi Infratel, con Cattaneo  che in Senato qualche settimana fa aveva definito confezionati ‘ad hoc’ per favorire la concorrente Open Fiber, innescando una replica piccata da parte del Ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda. Manager e politico si erano poi chiariti e il titolare del Mise aveva detto di considerare chiuso l’episodio.

Per quanto riguarda la successione a circolare maggiormente è il nome del fondatore ed ex ad di Gvt, Amos Genish. Quest’ultimo tuttavia, segnala l’agenzia DowJones, non potrà entrare in Cda per una questione legate a precedenti patti di non conconcorrenza firmati nel 2015 in Brasile – quando Telefonica acquisì Gvt da Vivendi, operazione che fu in parte saldata ai francesi con azioni Tim – , il che costringerà l’azienda italiana a una soluzione di compromesso. La quadratura del cerchio potrebbe essere quella di nominare Genish d.g., investendo dei galloni di capo azienda l’attuale vice Presidente, Giuseppe Recchi, al quale andrebbero in particolare le delicate deleghe su Sparkle e sulla sicurezza. Confermata, infine, la presidenza ‘forte’ di Arnaud de Puyfontaine.