24 luglio 2017 | 12:37

Piuttosto che svenarsi per trattenere uno come Gary Lineker la Bbc dovrebbe scommettere su creatività e risorse interne. Un suggerimento del ‘Guardian’ all’emittente del servizio pubblico britannico

La Bbc sta pagando troppo per talenti che può tranquillamente permettersi di perdere o lasciare andare secondo le leggi del mercato, invece che investire sulla creatività. E’ questo il senso di un articolo sul ‘Guardian’ a firma di Emily Bell contro stipendi a suo dire troppo onerosi come, per esempio, quello dell’ex calciatore Gary Lineker, oggi uno dei presentatori più seguiti (e pagati) della Bbc.

Gary Lineker (Foto: Olycom)

Secondo la direttrice del Tow Center for Digital Journalism della Columbia University, infatti, l’emittente del servizio pubblico britannico è paragonabile, in gergo calcistico, a quelli che oltremanica chiamano “selling club”, ovvero le squadre di calcio che campano sulla scoperta di talenti da costruire in casa, far giocare per una o due stagioni al massimo e poi venderli ai “top club” per cifre importanti.

Il ragionamento dell’autrice dell’articolo – critico nei confronti del dg Tony Hall – è argomentato anche alla luce del fatto che, secondo Bell, la mission del servizio pubblico non può essere quella di “dominare gli ascolti”. Motivo per cui la Bbc non dovrebbe temere di lasciare andare le sue star e firme di punta, ma avere piuttosto il coraggio di lanciare ogni volta nuovi volti.

La Bbc, conclude il suo ragionamento Bell, non può giocare la sua partita sul campo di soggetti come Amazon, Netflix o Apple, che hanno miliardi da spendere in nuovi contenuti, ma dovrebbe piuttosto investire con sapienza in creatività, puntando su risorse e figure chiave interne al servizio pubblico.

Oltretutto, fa notare Bell, di ex calciatori in grado di commentare un match ce ne sono anche di abilissimi che non pretendono il milione e settecentomila sterline che oggi costa l’ex centravanti della nazionale.