25 luglio 2017 | 11:16

Trimestre sopra le attese per Alphabet, nonostante la svalutazione da 2,74 miliardi di dollari nel bilancio per la multa Ue. Cloud a +42%

Alphabet, la holding cui fa capo Google, ha chiuso il secondo trimestre con l’utile netto in calo del 28% a 3,52 miliardi di dollari (5,01 dollari ad azione), a causa della multa da 2,74 miliardi comminata dai regolatori Ue. Esclusa la multa, l’Eps sarebbe stato di 8,9 dollari ad azione. I ricavi sono cresciuti del 21% a 26,01 miliardi, al di sopra delle attese degli analisti.

Il margine operativo si è attestato al 26,4% nel trimestre, in calo (per la prima volta dopo 8 trimestri) dal 27,8% di un anno fa. Lo spostamento sempre maggiore verso l’uso di smartphone sta aumentando le commissioni che Google paga ai partner del settore, come Apple, per poter essere il motore di ricerca di base dei loro device. Il pagamento ai partner è cresciuto del 28% a 5,09 miliardi.

Larry Page, ceo di Alphabet (foto Olycom)

Il business pubblicitario ha rappresentato l’88% dei 90,27 miliardi di dollari di ricavi lo scorso anno, continuando a crescere rapidamente, con i click che si sono impennati del 52%, anche se gli inserzionisti pagano il 23% in meno di un anno fa. Senza dimenticare poi che realtà come Wal-Mart, AT&T e J.P. Morgan hanno ridimensionato la loro spesa pubblicitaria su YouTube, dopo che i loro spot sono finiti accanto a video che incitano all’odio e al razzismo, costringendo la stessa piattaforma ad adottare alcune contromosse.

Il cloud nel trimestre è cresciuto del 42% a 3,09 miliardi e, secondo i vertici di Google, potrebbe un giorno essere la prima fonte di ricavi.