26 luglio 2017 | 13:11

La creazione di una società unica delle reti non è al momento in agenda, dice il ministro Calenda. Concentrare gli investimenti una cosa giusta, ma senza la volontà delle parti è un ragionamento teorico

La possibilità di creare una società unica delle reti “in questo momento non mi pare che sia in agenda”. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, a margine della presentazione degli accordi di programma quadro con le Regioni Campania e Calabria. “Io penso che concentrare gli investimenti su un’unica infrastruttura sarebbe una cosa buona e giusta”, ha specificato. “Ma dipende dalla volontà delle parti e in questo momento non ho nessuna manifestazione in questo senso quindi è un ragionamento che rimane puramente teorico”.

Carlo Calenda (foto Olycom)

Ieri era circolata l’indiscrezione secondo cui le Commissioni Lavori pubblici, comunicazioni, e Industria, commercio, turismo, avrebbero intenzione di suggerire al Governo la fusione per incorporazione di Open Fiber in Telecom e poi uno spin off da collocare in Borsa. Secondo una bozza, che l’agenzia Ansa segnala di aver consultato, l’intenzione delle due Commissioni sarebbe quella di impegnare il Governo “a difendere l’interesse nazionale non solo nell’esecuzione delle opere derivanti dalle gare Infratel, ma anche e soprattutto nello sviluppo complessivo della rete in tutto il Paese” valutando un accordo industriale tra i due operatori. I senatori chiederebbero se “questa forma di competizione a due non rischi di generare uno spreco di risorse”, e “se non sia il caso di operare al fine di arrivare a un accordo industriale tra Telecom Italia e Open Fiber” e “di considerare, nel rispetto della miglior governance, con la Cassa depositi e prestiti e con l’Enel, una proposta di fusione per incorporazione di Open Fiber in Telecom Italia ai valori correnti”.