31 luglio 2017 | 10:34

Tim non sarà mai francese, dice il ceo di Vivendi de Puyfontaine. Vogliamo sia un consolidatore, non una preda. L’asta per i diritti di Serie A? Prematuro dire se parteciperemo

“Tim non sarà mai francese: è e sarà una società italiana”. Ad assicurarlo Arnaud De Puyfontaine, il ceo di Vivendi e presidente di Telecom, in un’intervista alla Stampa – pubblicata sabato 29 luglio – in cui sottolinea le “grandi ambizioni” per la telco italiana e l’intenzione di riportarla ad essere “fra i numeri uno a livello internazionale”.

“Riguadagnerà crescita, successo, innovazione e la capacità di essere considerata la migliore tra i concorrenti europei”. “Per la prima volta potrà trarre beneficio da un azionista forte, con una visione di lungo termine e che ha investito più di 4 miliardi. Altro che invasori: porteremo soluzioni vincenti, daremo a Tim un’agilità certo non tipica di un’ex monopolista”.

Arnaud de Puyfontaine, ad di Vivendi (foto Olycom)

 Vivendi, ha spiegato ancora il manager – che dopo l’uscita di Cattaneo ha le deleghe da ad interim – “non si limiterà a essere il primo azionista ma potrà fornire un vantaggio competitivo straordinario a Telecom. L’azionista fornirà ogni possibilità di sviluppare nuove iniziative per essere in prima fila nella convergenza tra telecomunicazioni e contenuti”, ha aggiunto, ricordando anche l’idea di una joint venture tra Tim e Canal+.

“Il nostro impegno è quello di preparare Tim a scenari in continua evoluzione. Una fusione con Orange? Voglio essere chiaro: non ci sarà. Telecom sarà un consolidatore, non una preda”, ha ribadito ancora.

Sulla eventuale partecipazione all’asta per la Serie A in autunno spiega che è “prematuro dirlo”, ma non si spingerà “oltre investimenti che non siano sostenibili”. “Tim ha già buone relazioni con Mediaset”, aggiunge, “non vedo motivi di cambiarle. Ma potremmo fare qualcosa anche con Sky o con Discovery, per esempio”.

Per la banda ultra larga e le zone a fallimento di mercato “è una situazione che ho ereditato e che devo rivedere”, rimarca. “Penso che avere due operatori che investono nelle medesime aree non sia ottimale né economicamente valido. E probabilmente così non si crea l’infrastruttura più efficiente. Sono aperto e pronto a considerare la situazione nell’interesse del Paese, dei clienti e degli azionisti dei soggetti coinvolti”.

Quanto all’ipotesi di scorporo della rete “sono disponibile”, ha aggiunto ancora De Puyfontaine, “nel rispetto dl Governo, a partecipare a una discussione aperta: non ho preconcetti, a patto che la strategia sia sviluppata nell’interesse di tutti gli stakeholder di Tim”.