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01 agosto 2017 | 8:48

Le scommesse di Maite

“List mi è parso in Italia il primo tentativo di qualcuno che aveva voglia di sperimentare sul serio il nuovo giornalismo offrendo contenuti curati, nuovi linguaggi, sperimentazioni. Così come Jeff Katzenberg con WndrCo sperimenta nuovi linguaggi negli Usa, List lo fa allo stesso livello in Italia. È questo il link tra i due progetti”. In un’intervista a ‘Prima Comunicazione’, Maite Carpio Bulgari spiega perché, dopo aver investito nella produzione televisiva con Anthos, nel cinema con La Leone Film Group e nell’editoria libraria, è diventata socia nella boutique editoriale di Mario Sechi, puntando a diventare una protagonista del mondo dei media e dell’entertainment.

“Conosco Mario Sechi da tanti anni e l’ho sempre ammirato come un grande professionista”, racconta. “Mario è un giornalista vero. Il fatto che sia di centrodestra, anche se lui si definisce anarchico liberale, non è un problema, d’altronde nessuno è perfetto. Abbiamo fatto delle litigate memorabili! Ho seguito List dalla nascita e mi sono appassionata subito: è l’esperimento più interessante che si sia sviluppato nel nostro mercato negli ultimi anni. Giornalismo al più alto livello, nuovo, divertente, una lettura che non delude mai. Contano solo i fatti, niente ideologie e uno stile straordinario e unico per raccontarli. Un giornalismo libero, indipendente per davvero perché non c’è pubblicità. È una sorta di club i cui membri cercano solo il piacere della lettura e la buona informazione”.

 

Maite Bulgari e Mario Sechi

“Per il momento siamo due soci, ma stiamo già lavorando a una strategia di crescita internazionale che vedrà coinvolti altri soci stranieri”, dice a ‘Prima’ Maite Carpio Bulgari. “Editrice e titolare lavorano, insolitamente, in perfetta sintonia, il che vuol dire che lui decide in piena autonomia la linea editoriale e io mi guardo intorno. Sono convinta che List sarà un successo perché i numeri di adesioni alla newsletter raggiunti fino a ora sono molto incoraggianti. È incredibile quanti lettori apprezzino e seguano con entusiasmo questo tipo di informazione. Sono tutti, ognuno di loro, sorprendenti e appassionati. C’è molto bisogno di iniziative editoriali coraggiose, indipendenti, che raccontano i fatti come sono e anticipano gli scenari reali fuori dai soliti discorsi”.

L’articolo è sul mensile Prima Comunicazione n. 485 – Agosto 2017

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