01 agosto 2017 | 17:36

Presenterò una proposta di legge contro i conflitti di interessi in Rai, dice il deputato Pd, Michele Anzaldi. Ogni anno spesi da Viale Mazzini 145 milioni di euro per l’acquisto di format e diritti

“Di fronte alla situazione di sprechi e di ingiusti guadagni con opachi passaggi di denaro tra società esterne, agenti, conduttori e titolari di format di cui abbiamo avuto la più chiara conferma nel contratto milionario per la trasmissione di Fazio, presenterò una proposta in Parlamento che faccia diventare i principi contenuti nell’atto di indirizzo della commissione di Vigilanza contro i conflitti di interessi in Rai una vera e propria proposta di legge, che dia regole chiare al servizio pubblico e alla gestione dei soldi pubblici”. Lo annuncia il deputato Pd e segretario della Vigilanza, Michele Anzaldi, in un intervento pubblicato su “Affaritaliani.it”.

Michele Anzaldi (foto Primaonline)

Michele Anzaldi (foto Primaonline)

“La Rai ogni anno mette in campo 145 milioni di euro per l’acquisto di format di intrattenimento, per comprare diritti, format e spesso anche la produzione parziale dei programmi”. Una cifra “monstre”, sostiene ancora il deputato dem, che “riguarda format internazionali come ‘Affari tuoi’ (riadattamento da uno show inglese) che porta 7 milioni all’anno a Endemol, ‘Tale e quale show’ (spagnolo) per 6,7 milioni annui sempre a Endemol, ‘Ballando con le stelle’ (format britannico) per 6,6 milioni a Ballandi, ‘L’Eredità’ (format italiano) per 4 milioni a Magnolia, solo per citare i più costosi”.

In questa categoria, aggiunge, “rientra anche Che tempo che fa”. “Fabio Fazio – insiste Anzaldi – è un conduttore di successo, in grado di portare valore aggiunto alla programmazione del servizio pubblico. Ma è possibile che in cambio di questo valore aggiunto la Rai debba non soltanto sobbarcarsi il compenso più alto di tutti nel servizio pubblico, ma anche pagargli i diritti di un format che non esiste, assegnare la produzione del programma in appalto parziale alla sua società che non ha alcuna esperienza essendo appena nata, il tutto garantito da un accordo blindato per ben quattro anni?”

“Se ‘Che tempo che fa’ su Rai1 non funziona, se farà meno ascolti delle prime serate della rete ammiraglia e creerà un danno economico di introiti pubblicitari, Fazio e la sua società saranno comunque garantiti per 4 anni con un compenso milionario già fissato, mentre la Rai dovrà accollarsi l’eventuale aggravio di spesa e pagare le penali agli inserzionisti, visto che andrà in onda nel periodo di garanzia pubblicitaria”.