02 agosto 2017 | 17:59

Il rinnovo del contratto di Fazio è una decisione strategica per la Rai e porterà guadagni, dice il dg Orfeo in Vigilanza. Per il nuovo contratto di servizio puntiamo al via libera entro la fine dell’anno. Il piano news? Serve un tempo ragionevole. Il web una sua parte importante

“La Rai guadagnerà con il ‘prodotto Fazio‘”. Ascoltato in commissione di Vigilanza, il direttore generale della Rai Mario Orfeo ribadisce che il contratto con il conduttore di Che tempo che fa consentirà “un consistente recupero risorse nel medio e lungo periodo”, spiegando che “il costo unitario del compenso di Fazio si riduce del 16%, che il compenso annuo è in linea con quello percepito su Rai3″ a fronte di “un volume più elevato di ore”.

Aver rinnovato il contratto con Fabio Fazio per Orfeo è stata dunque “una scelta editoriale”. “E’ un grande talento che ritengo possa fare molto bene su Rai1, portando un linguaggio nuovo, nuova identità, nuovi riferimenti culturali. E’ una decisione strategica che ci porterà dei guadagni. Un grande affare per la Rai”, ha ribadito anticipando anche l’intenzione di procedere con il rinnovo anche del contratto di Bruno Vespa in scadenza il 31 agosto. “Il giorno dopo ci metteremo seduti al tavolo per un nuovo contratto. Io penso che debba essere rinnovato e faremo di tutto per rinnovarlo”, ha detto riferendosi al giornalista.

Orfeo ha citato un articolo di Prima Comunicazione “che fa giustizia su un dato molto discusso in queste settimane, raccontando l’accordo tra Fazio e Discovery, pronta a garantire un contratto molto simile a quello firmato con la Rai ma con cifre ancora più elevate, così come accaduto con Mediaset, pronta a garantirgli fino a cinque anni di contratto con uno dei loro canali”. Il dg Rai ha anche sottolineato che “il 24 giugno è stato approvato un accordo, firmato da tutti i direttori delle strutture interessate, diviso in due parti: le prestazioni artistiche di Fazio, firmato il 30 di questo mese, e un preliminare per la produzione del programma con la società Officina, di proprietà al 50% di Fazio e Magnolia”.

La presenza di “Vivendi nella compagine societaria di Magnolia non ci preoccupa”, ha spiegato, “perché Magnolia è una solida società con cui Rai intrattiene rapporti già da anni, prima di Fazio, e del resto Mediaset controllava totalmente Endemol che prima produceva il programma”. Orfeo ha ricordato anche che “il costo complessivo a puntata è di 450 mila euro, meno della metà del costo medio dei prodotti della domenica sera di Rai1, a fronte di ricavi pubblicitari netti da 615 mila euro, anche questi superiori alla media”. In sintesi, “il contratto con Fazio artista si ripaga già integralmente con le tredici puntate in onda nell’autunno 2017″.

Mario Orfeo (foto Ansa)

La Rai “sta lavorando al nuovo schema di contratto di servizio con il Mise” e punta a “approvare il testo da portare all’attenzione della Vigilanza per il relativo parere tra fine settembre e inizio ottobre, in modo da terminare l’iter entro fine anno. Sarebbe un risultato storico, l’approvazione del contratto di servizio prima della sua entrata in vigore”.

Orfeo ha citato gli obiettivi del nuovo contratto: “estensione del perimetro della missione di servizio pubblico affidata a Rai, ora anche multimediale”, “ampliamento al 100% della popolazione del segnale”; “impegno a favorire la crescita del sistema audiovisivo italiano, attraverso la definizione di investimenti specifici verso i produttori indipendenti e lo sviluppo di format originali”, “assoluta trasparenza e immediatezza nella comunicazione delle attività svolte e dei risultati ottenuti, con la definizione di meccanismi di separazione contabile in grado di mettere chiaramente in evidenza ai cittadini dove e come viene utilizzato il loro canone”, “misure operative per ampliare l’attenzione della Rai verso le persone con disabilità” e per “ampliare la tutela delle minoranze linguistiche”, “sviluppo del nuovo canale istituzionale, per avvicinare i cittadini ai temi del funzionamento dei vari organismi (non solo il Governo e il Parlamento, ma anche quelli europei, la Presidenza della Repubblica, le Autorità, la Corte dei Conti, ecc.) e per accrescerne il senso di partecipazione”.

Passando a parlare dei conti del servizio pubblico, il dg ha portato l’attenzione sul fatto che i ricavi da canone “nel 2017 si riducono di circa 140 milioni sul 2016, mentre nel 2018 la diminuzione dovrebbe attestarsi a circa 170 milioni”. Questo calo, accompagnato da “un mercato pubblicitario ancora debole ed incerto, porta la gestione operativa in forte tensione con una previsione per il 2017 di sostanziale pareggio” e con “un 2018 – immaginato con canone a 90 euro – in perdita per 80/100 milioni di euro a seguito della presenza dei costi dei grandi eventi sportivi”.

Nell’audizione Orfeo ha parlato anche dell’atto di indirizzo all’attenzione della commissione che punta ad evitare conflitti di interessi nei rapporti con gli artisti e i loro agenti, definendolo “un documento che contiene spunti interessanti ma, al tempo stesso, anche proposte che rischiano di vanificarne l’impostazione complessiva”. Tra i punti critici, secondo il dg c’è il tema dei format. “L’atto di indirizzo prevede al punto 6 che la Rai ‘si deve dotare di strumenti idonei a verificare che i format esterni non si configurino come un mezzo surrettizio per incrementare ulteriormente i compensi di artisti, conduttori e giornalisti’. Si tratta di una indicazione che condivido pienamente. Sotto il profilo operativo, però, riscontro qualche criticità per il fatto che il tema del format sconta, nell’attuale contesto, la mancanza di una specifica normativa di tutela”, ha specificato. “Si tratta di una lacuna così importante da aver spinto gli operatori televisivi (Rai compresa) a costituire uno specifico Gruppo di lavoro per definire intanto una autoregolamentazione di una disciplina – quella sul diritto di autore – che pur con qualche modifica risale al 1941″. “In assenza di una puntuale disciplina sui format, ma anche sui paper format (penso ad un’anagrafe nel quale si possano depositare i format a fini costitutivi con tutte le forme di tutela del caso)”, ha continuato, “l’atto di indirizzo potrebbe portare, in via prudenziale, ad interpretare restrittivamente il concetto di format limitando di fatto lo sviluppo del sistema audiovisivo italiano restringendo il mercato a pochi gruppi internazionali”.

Inevitabile anche un riferimento sul piano news.”Ritengo opportuno poter disporre di un tempo ragionevole che consenta a tutti – non solo noi Rai come proponenti, ma anche la vostra Commissione per i profili di competenza – di elaborare un progetto che possa risultare solido per dare al servizio pubblico quella centralità nel sistema informativo che ne ha rappresentato un elemento caratterizzante”, ha detto Orfeo, riferendosi alla tempistica per la messa a punto del piano dell’informazione. E’ “un tema importante e delicato”, ha ricordato, “che ha visto l’intervento di due direttori Generali  - Gubitosi prima, Campo Dall’Orto – e l’istituzione con Verdelli di una nuova Direzione di Coordinamento Editoriale”. E’ Un tema, ha aggiunto, “che mi sta personalmente a cuore, avendo io trascorso una lunga parte della mia esperienza professionale alla guida di due Testate della Rai”.

Sul fronte del portale web, Orfeo ha detto: “sarà un pezzo importante del nuovo piano news” e Milena Gabanelli, “che è stata assunta come vicedirettore per occuparsene”, può “mettere fin da ora la sua esperienza, professionalità e qualifica al servizio dell’azienda”. “E’ una risorsa, un patrimonio della Rai: ne parlerò con lei, per mettere da subito a fattor comune quello che ha fatto in questi sei mesi. Ha la mia stima e il mio apprezzamento per il suo lavoro e per tutta la sua storia professionale”

In conclusione anche un riferimento all’addio di Massimo Giletti. “Ho letto che Giletti va a La7, in bocca al lupo e tanti auguri”, ha chiosato Orfeo. “Non mi piace l’informazione urlata, spettacolarizzata”, ha detto difendendo la scelta di non confermare L’Arena  e ricordando l’offerta fatta al conduttore con “12 prime serate di sabato, più reportage dall’estero come ha fatto con soddisfazione due anni fa”. “La sua scelta di cambiare strada è legittima”, ha aggiunto Orfeo, che ha voluto però fare “un’operazione verità, anche per Giletti: ho letto cose che non stanno in piedi. L’Arena nell’ultima stagione, in 33 puntate, ha garantito un ricavo pubblicitario da 2,7 milioni, a fronte di un costo medio di 147 mila euro a puntata, per un totale 5 milioni di euro a stagione”.