04 agosto 2017 | 10:25

Da settembre parliamo di orari e luoghi, dice Massimo Giletti presentandosi al pubblico di La7. Servizio pubblico vuol dire raccontare il Paese: penso si possa fare ovunque

“Per la Rai ho un grande amore. Quando arriva un dg e impone la sua linea o la accetti o te ne vai. C’è la libertà del dg di imporre la linea e c’è libertà di un conduttore di decidere che la propria libertà non può essere comprata da niente”. Dopo l’intervista al ‘Corriere della Sera’ Massimo Giletti si è presentato ieri al pubblico di La7, ospite del tg della rete di Urbano Cairo.

Il conduttore ha spiegato di non voler parlare del passato, ma di essere concentrato sul futuro, non perdendo però l’occasione di ricordare che “la media di ascolto dell’Arena era del 21,2%, un grande successo per un prodotto interno della Rai. Qualcuno dovrà spiegare agli spettatori che pagano il canone, a loro non a me, la verità”.

Massimo Giletti

“A La7 sono venuto a cercare una nuova strada, che parte però da quella che ho lasciato”, ha spiegato ancora il giornalista. “La7 mi ha dato più certezze sulle possibilità di racconto. Penso che il servizio pubblico si possa fare ovunque. Servizio pubblico vuol dire raccontare il Paese, esaltando quello che fa la gente. Quando mi attaccano dandomi del populista, è perché la politica non vuole cambiare. L’importante è non essere ideologici”.

Quanto al suo futuro impegno sulla rete, Giletti ha preferito non fornire dettagli. “Da settembre parliamo di orari e luoghi – ha sottolineato. Ora devo fare la squadra di lavoro e per fortuna sono rimasti tutti con me. Questo è importante perché il successo di un programma lo fa chi sta dietro”.