07 agosto 2017 | 10:26

La7 una rete commerciale di servizio pubblico, dice Andrea Salerno al ‘Foglio’: vorrei fare una tv di persone capaci e talenti, conservando il suo dna informativo. La Rai? Ha il dovere editoriale di sperimentare

“Quella che vorrei fare è una tivù di persone capaci, talenti”. A dirlo Andrea Salerno, in un’intervista pubblicata sabato 5 agosto sul ‘Foglio’. Passando del suo passato in Rai al suo presente a La7, dove da pochi mesi è direttore di rete, sono diverse le tematiche che Salerno ha affrontato, cominciando proprio dalle sue idee per il futuro della rete di Urbano Cairo.

“La voglio rafforzare, conservando il suo Dna di carattere informativo. L’informazione la puoi fare in tanti modi, anche con un dialogo teatrale di Marco Paolini, o con la satira di Guzzanti. L’Italia la puoi raccontare anche con una docu-fiction, non solo con il talk-show”, ha spiegato, ribadendo di avere “un mandato chiaro da Cairo”, cioè “prendere quelli bravi”. “Ne arriveranno ancora”, ha anticipato, sottolineando come come il recente arrivo di Massimo Giletti sia stato voluto sia da lui che dall’editore Cairo.

Nella foto, Andrea Salerno, Urbano Cairo e Marco Ghigliani (foto Primaonline.it)

“Diciamo che quelli bravi, civili senza essere pettinati, potranno venire da noi a divertirsi su La7, che è una rete di servizio pubblico commerciale, o una tivù commerciale di servizio pubblico”, ha spiegato ancora, evidenziando come La7  abbia “costretto la Rai a inseguirla sulle dirette”. “La7 è un canale che dovrà sempre di più stare nel presente, raccontare quello che succede. Seria, senza essere seriosa”.

Inevitabile anche un riferimento alle ultime vicende che hanno interessato la Rai, come le dimissioni di Antonio Campo Dall’Orto. “Succede che quando arrivi da marziano alla Rai, non hai il tempo per capirla. La Rai è una strana bestia, che limita le capacità di riuscita delle persone”. “Se guardo ai programmi, sono anche migliori rispetto a quelli di altre stagioni”, ha aggiunto ancora, spiegando che nei panni del dg forse avrebbe provato a stravolgere Rai1. “Avrei preso il rischio di sperimentare sulla corazzata”, ha affermato ancora, definendo il nuovo dg Orfeo “un cardinale. Simpatico. Un grande navigatore”.

Alla domanda se sia giusto o meno il tetto agli stipendi in Rai, Salerno ha detto: “Non ha senso per gli artisti. Ma per i dirigenti, nel settore pubblico, sì”. Sul potere degli agenti delle star ha aggiunto: “contano molto perché nelle reti non ci sono figure di prodotto, capaci di immaginare le cose”. “Gli agenti diventano forti quando non sai fare televisione, e non sai riconoscere il talento, magari grezzo. Quindi te lo compri già fatto”.

“Io vorrei che La7 fosse l’opposto di questo. Un luogo dove è bello fare questo mestiere. Libertà editoriale e qualità”, ha spiegato ancora. “Ma è la Rai che dovrebbe sperimentare. Perché può permetterselo. Può fare cose che alla tivù commerciale non sono consentite: progettare, aprire ai giovani”. “Secondo me loro hanno questo dovere editoriale. Che poi serve, aiuta tutto il sistema, perché è così che si sfornano nuovi talenti e si abbassa il potere degli agenti. Io non posso fare seconde serate dove metto alla prova i talenti grezzi. La Rai sì”.

La Rai va privatizzata? “Il servizio pubblico può essere anche più piccolo, e mettere sul mercato il resto”, ha concluso.