07 agosto 2017 | 16:13

Google si ispira a Discover di Snapchat e pensa a un nuovo formato per le news. Il Wall Street Journal: contatti avviati già con diversi editori, come Cnn, Washington Post e Time

Google starebbe sviluppando una tecnologia una tecnologia per consentire a editori e media di creare contenuti che valorizzano le immagini e gli aspetti multimediali, sulla falsa riga della sezione Discover di Snapchat. A segnalarlo il Wall Street Journal, secondo il quale Alphabet, la holding che controlla Big G sarebbe già in contatto con diversi editori, come Cnn, Vox Media, Mic, ma anche Washington Post e Time, e sarebbe in procinto di annunciare la novità già nei prossimi giorni.

Al centro del progetto – che dovrebbe chiamarsi ‘Stamp’ – ci sarebbero le ‘Amp’, le pagine web concepite per aprirsi più velocemente dai dispositivi mobili. La St iniziale, spiega il giornale, starebbe per ‘stories’.

“Fin dalla creazione delle amp abbiamo collaborazto con gli editori, e siamo al lavoro su nuovi sviluppi, ha spiegato un portavoce di Google senza fornire altri dettagli.

Sundar Pichai

Sundar Pichai, ceo di Google (Foto: Olycom)

L’idea di Mountain View andrebbe così ad aggiungersi ai servizi offerti dagli altri giganti tech nel settore media, in un momento in cui gli editori stessi sono sempre più impegnati a cercare di capire come meglio investire le proprie risorse in un sistema in continua evoluzione, nel quale produrre contenuti e adattarli su differenti piattaforma, non può che essere una priorità. Ma mentre Facebook e Snapchat puntano a spingere gli editori a inviare contenuti direttamente sulle loro applicazioni, Google al contrario cerca di sviluppare strumenti progettati per incoraggiarli a investire sui propri domini digitali.

L’introduzione di una novità di questo tipo sarebbe un altro colpo per Snapchat, già alle prese con la concorrenza di Facebook per alcune delle sue funzioni più popolari. Nei giorni scorsi era trapelata la voce di un interesse di Google nei confronti dell’app dei messaggi usa e getta, secondo la quale Big G l’anno scorso avrebbe offerto 30 miliardi di dollari per la società.