08 agosto 2017 | 12:43

Dopo 6 anni il Financial Times rilancia la sua app per iPhone e iPad. Il product manager Fallon: elemento chiave per far crescere il coinvolgimento dei lettori

Il Financial Times torna su Apple Store con una nuova app per iPad e iPhone negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, sei anni dopo aver abbandonato la piattaforma per divergenze con Cupertino sui ricavi e sulla condivisione dati. Dal 2011 i lettori del Financial Times potevano accedere ai contenuti su mobile unicamente tramite il sito internet. Il giornale aveva deciso infatti di investire nella propria offerta web piuttosto che in una app specifica per iOS, principalmente a causa della richiesta di Apple del pagamento del 30% dei ricavi di ogni abbonamento generati dalle applicazioni del suo App Store.

(La versione cartacea del giornale)

La nuova app, spiega il Wall street Journal, sarà ora quindi accessibile unicamente da parte di chi è già abbonato e i nuovi utenti potranno iscriversi solo passando dal portale del giornale, che potrà raccogliere quindi i dati di pagamento, senza dover poi dare percentuali a Apple. Un modello quest’ultimo utilizzato anche da altri servizi a pagamento, come Spotify.

La compagnia spera che la nuova app possa far crescere il numero degli abbonati e incrementare l’engagement dei lettori. ”Abbiamo identificato nell’app per iOs un punto chiave per far crescere il coinvolgimento”, ha raccontato Martin Fallon, product manager per le app del giornale, a NiemanLab. “Abbiamo visto che i lettori che usano le app già esistenti sono molto più attivi rispetto a chi non le ha”, ha aggiunto, citando anche i nuovi servizi che possono essere offerti – dalla semplice possibilità di restare collegati, alla facilità di condivisione. Tutte opzioni che i lettori richiedevano ma che non potevano essere sviluppate nella web app.

Attualmente il Financial Times ha circa 870mila abbonati, in crescita del 9% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso; di questi 666mila hanno sottoscritto abbonamenti online (+13% riseptto al 2016). Più del 50% degli abbonati digitali usano app e, con il lancio della versione per dispositivi Apple la speranza è che la percentuale possa ulteriormente crescere.