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25 agosto 2017 | 10:44

Negli Usa gli eBook crollano mentre i libri di carta tornano di moda. Aap (associazione degli editori americani): in due anni ebook -30%, libri tradizionali +20%. “Dopo tante ore allo schermo si torna alla carta”

Il Sole 24 Ore – (…) Le statistiche confermano infatti le scene della metro di New York: gli eBook sono in calo, i libri di carta stanno tornando di moda.

Negli ultimi due anni i libri in digitale sono crollati del 30%, quelli tradizionali sono cresciuti del 20%, in un mercato sostanzialmente fermo (7 miliardi di dollari il giro d’affari dell’editoria commerciale nel 2016, uguale al 2015). Quando sbarcarono tra la gente, nel 2007, gli eBook erano stati salutati come il futuro dell’editoria. I più facili agli entusiasmi profetizzavano la scomparsa della carta: I libri erano troppo ingombranti, pesanti. I libri digitali stavano invece a decine in un piccolo apparecchio, meno di un tablet, leggero, con uno schermo che facilita la lettura. Come spesso accade, però, le profezie non si avverano: a 10 anni dal lancio, gli eBook non solo non hanno sfondato come ci si aspettava, ma stanno crollando; e la gente torna a leggere i libri tradizionali.

I numeri della Aap (l’equivalente della Fieg in Italia) parlano chiaro: nel 2016 negli Stati Uniti sono stati venduti libri elettronici per 1,1 miliardi di dollari, in caduta del 17%, lo stesso livello del 2011. L’orologio è quindi in sostanza tornato indietro di 5 anni. Tutto il mercato dei libri (che include anche testi sco­ lastici e religiosi) vale 14 miliardi: gli eBook sono dunque meno del 10% e un quinto rispetto ai libri commerciali (copertina rigida e tascabili) che totalizzano 5 miliardi. La parabola degli eBook è stata rapidissima: nel 2007 contavano per un lillipuziano 0,5% del mercato; sono arrivati a toccare il 20% nel 2011 nel giro di pochissimi anni, cosa che lasciava presagire un fenomeno epocale. Nel 2014 sembrava stesse per andare in scena il sorpasso: gli eBook erano in continua ascesa (1,68 miliardi di vendite), i libri tradizionali (settore trade) erano in calo a 2,2 miliardi; avevano perso 300 milioni in due anni. La forbice tra carta e digitale si stava chiudendo: altri 3 anni e le vendite di eBook avrebbero superato la vecchia cellulosa. Una rivoluzione nell’editoria: invece era solo il canto del cigno. Dal 2014 in poi il mercato degli eBook ha imboccato la via, peraltro pure molto ripida, del ribasso: ­ 30% in due anni. E il 2017 è ancora col segno meno: nei primi tre mesi dell’anno (ultimo dato disponibile) gli eBook hanno perso un altro 5%, mentre la carta risale (+8%). È evidente che la luna di miele è finita e che la gente sta tornando ai libri tradizionali.

Cos’è successo? Perché a un certo punto la corsa degli eBook si è fermata ed è inizato il calo? Gli editori americani hanno un’idea ben precisa: «È la conseguenza della Fatica Digitale – spiegano negli uffici della AAP -. Oggi le persone stanno molte ore davanti a uno schermo, e dunque preferiscono tornare alla carta quando si svogliono svagare e leggere». All’inizio c’era poi l’effetto novità, che però si è sgonfiato ben prima di quanto ci si aspettasse. Le case editrici speravano in una grossa migrazione dei lettori sugli eBook: il formato digitale consente margini molto più alti perchè azzera costi di stampa, di reso, di magazzino e di macero; tutte voci pesanti per un’azienda editoriale. «Come e cosa le persone leggono è molto variegato e dipende dai gusti personali: c’è chi ama gli eBook, chi preferisce sfogliare un libro fisico» commentano dall’AAP. Nessun allarme: gli eBook non scompariranno, ma non sostituiranno nemmeno i vecchi libri; sono uno dei tanti modi per leggere e rimarranno una nicchia. È ormai evidente che non ci sarà nessun sorpasso: la carta non muore.