25 agosto 2017 | 10:55

Garantire la “scorta mediatica” ai giornalisti minacciati. Dopo il caso di Paolo Borrometi l’Fnsi chiede intervento urgente e risolutivo sulle cosiddette querele temerarie

Garantire la “scorta mediatica” ai giornalisti minacciati, “non lasciandoli soli ed impegnandosi a rilanciare e ad approfondire le loro inchieste, quelle che hanno suscitato la reazione dei malavitosi”.

Nella foto, da sinistra: Raffaele Lorusso, segretario generale della Fnsi, e e Giuseppe Giulietti, presidente della Fnsi (foto Assostamparegionali.wordpress.com)

E’ l’impegno ribadito dai vertici della Fnsi – il presidente Beppe Giulietti e il segretario Raffaele Lorusso – nel ringraziare “ancora una volta” il presidente del Senato Pietro Grasso che, anche questa mattina, intervenendo alla trasmissione Uno Mattina di Rai1, insieme a Michele Albanese, responsabile legalita’ della Fnsi, e Paolo Borrometi, collaboratore dell’AGI, costretto a vivere sotto scorta come del resto lo stesso Albanese, “ha voluto ribadire come mafiosi e corrotti non possano sopportare la liberta’ di informazione perche’ rappresenta un ostacolo ai loro loschi affari”.

La Fnsi auspica poi che il governo e il Parlamento “vogliano intervenire in modo urgente e risolutivo sulle cosiddette querele temerarie che rappresentano un’altra delle armi improprie utilizzate per colpire i cronisti ‘sgraditi’”. (AGI)