31 agosto 2017 | 16:48

“Se tutti i soggetti che amministrano la Rai lavorano insieme arriveranno risultati inediti e importanti”. Il consigliere Guelfi commenta l’intervista di Orfeo a ‘Repubblica’: Il piano per l’informazione? Dipende dall’abilità di confrontarsi e condividere e dalla volontà di farlo nel concreto

“Il patto fra i cittadini e la loro emittente e cioè la Rai è un patto molto forte che può essere pienamente soddisfacente solo se tutti i soggetti chiamati ad amministrare l’Azienda di servizio pubblico lavorano realmente insiemeper produrre frutti, non per creare ostacoli. In questo modo sì che saranno risultati inediti e importanti!”. Il consigliere di Viale Mazzini, Guelfo Guelfi, interpellato dall’Adnkronos, accoglie con interesse gli intenti manifestati dal Dg Mario Orfeo nell’intervista di oggi su ‘la Repubblica’, soffermandosi, innanzitutto, sul tema del confronto richiamato dal direttore generale come la base a partire dalla quale nascerà il nuovo piano per l’informazione ma anche sul tema delle risorse.

Guelfo Guelfi

Guelfo Guelfi

“Prima – osserva Guelfi – le risorse provenienti dal canone erano inferiori ad oggi solo che si facevano più debiti. Siamo arrivati così alla politica di Gubitosi dei tagli lineari e la storia giunge fino a
noi. Quando si pensa che c’era un tempo migliore poi seguito da un tempo peggiore in cui non abbiamo più risorse stiamo dicendo cose non vere. Ci sono le idee del futuro che devono essere finanziate con le risorse del presente: si tratta, quindi, di scelte e di condivisione delle scelte. In un mondo normale funziona così”.

“E il contratto di servizio ora offrirà alla direzione e a noi consiglieri di amministrazione i parametri a partire dai quali si devono compiere le scelte, misurare le risorse, discutere di quanto manchi e di cosa manchi per realizzare gli obiettivi che il contratto indica. Se lavoriamo per le vie normali e non preconcette – evidenzia il consigliere – abbiamo una bella stagione davanti con un sacco di
cose da fare nell’ambito di quel patto Rai-cittadini che, ripeto, è forte”.

“L’Italia è legata alla sua emittente anche da una buona dose di orgoglio e di memoria – fa notare Guelfi – basta pensare al successo estivo di ‘Techetechetè’ e ai commenti che ha prodotto, non
relativi a come eravamo belli ma a come siamo stati ricchi di storia, caratteri e passaggi in cui ognuno di noi riconosce un momento cruciale della storia del nostro paese”.

“Un effettivo percorso di confronto sulle formule e le politiche attuative dei palinsesti Rai e di tutti gli altri aspetti incluso il piano per l’informazione – sottolinea Guelfi – non dipende mai dall’enunciato ma dipende, da un lato, dall’abilità reale di confrontarsi e condividere e, dall’altro, dalla volontà di tutti di farlo nel concreto perché occorre assumersi il carico della condivisione che si fonda solo sui contenuti”.

E il contratto di Bruno Vespa come si colloca in tutto questo  ragionamento? “‘Porta a Porta’ è una trasmissione di infotainment e quindi in deroga, non sottoposta ai limiti dei 240mila euro annui.
Detto ciò siamo comunque in tempo di riduzione degli oneri e conta quindi il rapporto tra oneri e risultati”. Quindi? “Penso proprio che festeggeremo i 50 anni di carriera di Vespa in Rai ed ognuno saprà essere generoso”.