11 settembre 2017 | 8:34

Il Fatto sta con la Gabanelli. Il quotidiano diretto da Travaglio lancia una petizione per riportare in televisione la giornalista che ha rifiutato la condirezione di Rainews24 “testata e sito semiclandestini con un pugno di collaboratori scelti da altri”

Io sto con Milena Gabanelli.  Si chiama così la petizione lanciata dal Fatto Quotidiano per riportare in tv la giornalista che si è autosospesa dopo aver ricevuto l’incarico di condirettore di Rainews24 definita “testata e sito semiclandestini con un pugno di collaboratori scelti da altri”.

Il giornale firmato da Marco Travaglio spiega così la sua posizione:

Milena Gabanelli lavora da 35 anni per la Rai. Negli ultimi 20, fino a pochi mesi fa, ha ideato, animato e condotto Report, fiore all’occhiello del videogiornalismo di inchiesta, ora affidato ai suoi migliori allievi. Poi le è stata affidato il portale digitale di informazione Rai e vi si è dedicata con la consueta passione e professionalità. Ma quel progetto è rimasto sulla carta, per le incomprensibili (o forse fin troppo comprensibili) resistenze dell’azienda pagata con i nostri soldi, ma teleguidata dai partiti. Per non dover ammettere di aver cacciato anche lei, ultima di una lunga lista di proscrizione che va dall’èra Berlusconi all’èra Renzi, i vertici Rai le hanno fatto una proposta che, per dignità, doveva rifiutare: la condirezione di Rainews24, testata e sito semiclandestini con un pugno di collaboratori scelti da altri. E la Gabanelli, sempre per dignità, si è posta in aspettativa non retribuita: cioè – checchè ne dicano i minimizzatori dei partiti e della stampa al seguito – fuori dalla Rai.

Noi pensiamo che qualunque emittente del mondo libero sarebbe orgogliosa di avere la Gabanelli tra le proprie file e di metterla in condizione di lavorare al meglio. Il suo nome è uno dei pochi motivi validi rimasti a giustificare il canone e la qualifica di “servizio pubblico” per quello che è sempre più un servizietto privato dei partiti. Negli ultimi anni la Rai ha fatto di tutto per perdere la Gabanelli e alla fine ci è riuscita. Missione compiuta, nel silenzio omertoso di destra, centro, sinistra e dei grandi giornali, che ora giocano a dipingerla come una donna capricciosa e umorale per non chiamare le cose con il loro nome.

Siccome noi cittadini siamo i veri proprietari della Rai, vogliamo rompere questo muro di silenzio e di assuefazione, rivendicare il nostro diritto a un’informazione pubblica libera e indipendente (soprattutto nell’anno delle elezioni ) e smascherare il giochino di chi tenta di ridurre questo ennesimo scandalo a normale routine burocratica, contrattuale o caratteriale. Perciò lo diciamo forte e chiaro: noi stiamo con Milena Gabanelli e la rivogliamo subito in televisione.

Firmiamo per portare la giornalista al lavoro in Rai

Peter Gomez, Antonio Padellaro, Marco Travaglio