15 settembre 2017 | 11:35

L’Inpgi vuole innalzare i contributi per i giornalisti iscritti alla gestione separata, promettendo maggiori tutele e pensioni più ricche del 30%. La presidente Macelloni: un intervento doveroso e responsabile

Casagit senza oneri per giornalisti freelance iscritti all’Inpgi 2 con redditi bassi, assegni pensionistici più ricchi del 30%, tutela della maternità a rischio e trattamento di disoccupazione anche per i co.co.co. Lo prevede una revisione del Comitato amministratore della gestione separata, in attesa del via libera dei ministeri.“Si tratta di un intervento organico e complessivo – ha dichiarato la presidente dell’Inpgi Marina Macelloni – che riforma e rimodula il regolamento della Gestione separata a vent’anni esatti dalla sua costituzione. Da allora il mondo del lavoro autonomo è molto cambiato per tutti, per noi giornalisti in maniera particolare. Vent’anni fa i cosiddetti freelance erano una parte marginale della categoria, oggi sono più numerosi dei lavoratori dipendenti, il lavoro autonomo è diventato la nuova forma di lavoro per tutti quelli che sono stati espulsi dalle redazioni a causa dei processi di ristrutturazione delle aziende o per tutti i giovani colleghi che non riescono ad avere un contratto a tempo indeterminato. Era necessario quindi, oltre che doveroso e responsabile, cercare di dare risposte e tutele previdenziali e di welfare alle attese di questi colleghi”.

Marina Macelloni (Foto: Primaonline.it)

Aumentano i contributi. Al fine di incidere sull’adeguatezza delle prestazioni erogate ai freelance “aumentandone l’importo”, al termine della propria vita lavorativa, di “circa il 30%”, spiega l’Inpgi, é stato deliberato anche”l’innalzamento progressivo della misura del contributo soggettivo a carico del giornalista portandolo dal 10% del reddito netto percepito all’11% a partire dal 1° gennaio 2018 e progressivamente al 12% dal 1° gennaio 2019. Il contributo sale al 14%, ma per le sole fasce di reddito superiori a 24 mila euro annui lordi, a partire dal 1° gennaio 2020. Resta confermata l’attuale misura annua del contributo soggettivo minimo in acconto, pari – per il 2017 – a 208,60 euro.

Aumenta anche la misura del contributo integrativo a carico dei committenti, che passa dal 2% al 4% del reddito lordo.

Le altre misure. “Una quota del contributo integrativo e una parte dei rendimenti della gestione, inoltre”, spiega l’Inpgi, “saranno destinati annualmente a coperture di welfare”. Quali? “Il primo intervento deciso riguarda la copertura dei costi per l’iscrizione alla Casagit a favore dei colleghi con redditi bassi (tra i 2 e i 30 mila euro l’anno), nel limite di 500 euro per ciascun iscritto. Altri interventi riguardano maggiori tutele per le maternità considerate a rischio, l’introduzione del sussidio di disoccupazione per i co.co.co e la copertura degli infortuni professionali sempre per i co.co.co.

Manca il via libera dei ministeri. Tutte le modifiche sono naturalmente soggette all’approvazione dei Ministeri vigilanti e quindi entreranno in vigore solo dopo il via libera ministeriale.

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