18 settembre 2017 | 15:00

“Dire che il programma di Fazio si sostiene con la pubblicità è una bufala”. Il senatore Pd, Anzaldi: non farà neanche guadagnare la Rai

“L’analisi di Business Insider del Gruppo Espresso/Repubblica conferma i dubbi che erano già stati espressi dai tecnici del settore: è una bufala sostenere che il programma di Fabio Fazio si ripaghi con la pubblicità, quindi non farà neanche guadagnare la Rai. Se la Rai ci rimetterà, in termini economici, sappiamo invece  chi non rischia nulla: il conduttore e la sua nuova società di produzione hanno un guadagno blindato e assicurato per quattro anni grazie al contratto da 73 milioni di euro. Eventuali minusvalenze pubblicitarie, risarcimenti da pagare agli inserzionisti se lo share andrà sotto quello concordato in periodo di garanzia, saranno a carico del servizio pubblico”. E’ quanto scrive su Facebook il deputato del  Partito democratico Michele Anzaldi, segretario della commissione di Vigilanza Rai.

Michele Anzaldi (foto Primaonline)

Michele Anzaldi (foto Primaonline)

“Sulla base dei limiti di affollamento pubblicitario – prosegue Anzaldi – che ha la Rai, infatti, per far guadagnare veramente il servizio pubblico la trasmissione di Fazio dovrebbe coprire non soltanto i suoi costi, ma anche quelli di altre 9 ore di trasmissione.In pratica, con Fazio la Rai dovrebbe ripagare l’intero costo di mezza giornata di programmazione di Rai1. Saturando i blocchi pubblicitari  di ‘Che tempo che fa’, infatti, la Rai non può trasmettere spot in altre 9 ore di trasmissione. Insomma: i vertici Rai hanno deciso di spendere una cifra enorme per pagare una trasmissione che non è uno show di varietà, non è una serie o una fiction, non è un documentario, ovvero prodotti che pur costando di più sono riutilizzabili e anche vendibili all’estero. Gran parte dei costi vanno al conduttore, alla sua società e ai compensi degli ospiti che vengono via via invitati. Basta con l’alibi della pubblicità che ripaga questa spesa”, conclude  il deputato Dem.(Spe/AdnKronos)